Era fin troppo prevedibile che le scuole, alla ripresa, avrebbero iniziato le mobilitazioni per il Venezuela: troppo ghiotta l’occasione di sfruttare un nuovo caso internazionale e l’eco che porta con sé. Gaza ora può aspettare, dopo due anni di manifestazioni "free free Palestine" ora ci sono nuovi slogan da inventare e nuovi nemici da colpire. Il primo è, ovviamente, Donald Trump e poi c’è, immancabile, anche il governo con Giorgia Meloni. Un copione già visto tante volte che ora si ripete con i “roghi” delle bandiere americane nelle scuole.
Bastano un foglio di carta A4 stampato con la bandiera a stelle e strisce e un accendino per improvvisarsi incendiari anticapitalisti e antiamericani, il tutto in favore di smartphone con conseguente pubblicazione social, perché la propaganda ha bisogno di visibilità per esistere e alimentarsi. "Libertà per il presidente Maduro e Cilia Flores", scandiscono da Bergamo, Bologna e Rimini, ripetendo uno slogan riciclato dalle manifestazioni per la Palestina: "Giù le mani dal Venezuela". Da Torino a Potenza, passando le città di tutto il Paese da nord a sud, questo è il nuovo mantra degli studenti "contro l’imperialismo Usa" e, ovviamente, contro "i nostri governi europei" che "sono impegnati ad appoggiare" i governi americano e israeliano. A Potenza è stata perfino affissa l’immagine del presidente Trump tra scritte come "lurido bastardo" e "fuck you", aggiungendo anche un mirino sulla fronte del tycoon. Tutto questo viene condiviso con la geolocalizzazione degli istituti a dimostrare l'appartenenza a una comunità, a esibire lo schieramento dichiarato. Giocano a fare i rivoluzionari alternativi, sobillati dai movimenti degli "adulti" che usano gli studenti per generare il caos nelle piazze.
Gli insegnamenti marxisti ora possono essere appresi facilmente sui social, non serve più studiare polverosi tomi di filosofia o economia politica: basta seguire il profilo giusto, che viene opportunamente segnalato dai "maestri", imparare a memoria tre o quattro parole d'ordine, indossare la spilletta con falce e martello, fare il pugno chiuso e ci si può definire comunisti. Oggi, i teorici del passato vengono ridotti a meme dai veri strateghi di queste mobilitazioni che restano nell'ombra, consapevoli che l’entusiasmo giovanile è il combustibile perfetto per alimentare la tensione sociale permanente.
Quelli che ora si mostrano nelle scuole con gli accendini e le bandiere al rogo, con i fogli strappati dal quaderno dei compiti con scritto a pennarello "Maduro libero subito" sono i giovani che hanno scambiato l'indottrinamento per consapevolezza politica e la violenza per coraggio civile.