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La birra John Lemon ritirata dal mercato: ecco perché

Dopo la diffida legale di Yoko Ono, che ne ha contestato il nome perché ritenuto lesivo del marchio legato a John Lennon, la birra è diventata un vero e proprio oggetto da collezione

La birra John Lemon ritirata dal mercato: ecco perché
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È stata ritirata dal mercato una birra artigianale francese, la “John Lemon”, finita al centro di una disputa legale. A intervenire è stata Yoko Ono, che ha contestato l’utilizzo del nome ritenendolo una violazione del marchio registrato a tutela dell’immagine del marito, l’iconico John Lennon. La vicenda, nata in Bretagna, ha rapidamente catturato l’interesse dei media e dell’opinione pubblica, diventando un caso simbolo del delicato equilibrio tra libertà creativa e diritti legati alla proprietà intellettuale.

L’idea dietro il nome

A produrre la birra è Aurélien Picard, titolare del birrificio “L’Imprimerie”, una piccola realtà con sede a Bannalec. La “John Lemon” era una birra aromatizzata al limone e zenzero, in vendita da circa cinque anni. Il nome, insieme all’etichetta che raffigurava una caricatura del celebre artista con occhiali a forma di fette di limone, era stato pensato come un omaggio giocoso a John Lennon. Come ha spiegato lo stesso produttore: "Era solo un gioco di parole, un’etichetta pensata per strappare un sorriso". Il birrificio, che ha solo due dipendenti, produce tra le 50mila e le 80mila bottiglie all’anno, distribuite soprattutto a livello locale tra bar, ristoranti e negozi.

La diffida

La situazione è cambiata all’improvviso quando Picard ha ricevuto una lettera inviata dagli avvocati di Yoko Ono. La richiesta era chiara, interrompere immediatamente l’uso del nome oppure affrontare pesanti conseguenze economiche. "Pensavo fosse uno scherzo o una truffa", ha raccontato il produttore. Ma dopo aver verificato l’autenticità della comunicazione, ha compreso la gravità della situazione. La diffida prevedeva sanzioni fino a 100mila euro, oltre a una penale giornaliera che poteva arrivare a 1.500 euro in caso di mancato rispetto delle richieste. "Cifre davvero spaventose", ha spiegato Picard, sottolineando la pressione subita.

L’accordo

Dopo uno scambio di comunicazioni tra le parti, è stato raggiunto un compromesso. Il birrificio ha ottenuto il permesso di vendere le circa 5mila bottiglie rimaste, ma solo entro il 1° luglio. Dopo quella data, il marchio “John Lemon” dovrà essere definitivamente eliminato. Nel frattempo, la vicenda ha avuto un effetto inatteso, una vera e propria corsa all’acquisto. Le bottiglie sono diventate oggetti da collezione e sono andate quasi esaurite in pochi giorni. "È stato incredibile, ne ho meno di mille rimaste", ha raccontato Picard. "In mezzo alla sfortuna, c’è stato anche qualcosa di buono".

La tutela del nome Lennon

Non è la prima volta che Yoko Ono interviene contro prodotti che giocano con il nome del marito. Già nel 2017 aveva intrapreso un’azione legale contro una bevanda simile venduta in Polonia. La vedova dell’ex Beatles ha infatti registrato il marchio “John Lemon” proprio per evitare utilizzi impropri o considerati irrispettosi dell’immagine del musicista. L’obiettivo è proteggere la memoria e la reputazione di John Lennon, evitando che il suo nome venga sfruttato commercialmente senza autorizzazione.

Creatività contro diritti

Il caso solleva una questione più ampia, fino a che punto è lecito utilizzare giochi di parole ispirati a personaggi famosi? Per Picard si trattava semplicemente di un omaggio ironico, senza alcuna intenzione offensiva. "Non pensavamo nemmeno di dover controllare il marchio", ha ammesso. Tuttavia, la legge in materia di proprietà intellettuale è chiara e tutela in modo rigoroso nomi e immagini legati a figure pubbliche.

Il futuro della birra

Ora il birrificio è alla ricerca di un nuovo nome per la sua birra al limone e zenzero.

Tra le idee c’è “Jaune Lemon”, un gioco di parole basato sul termine francese per “giallo”, ma anche questa proposta non sembra aver convinto i legali di Ono. Nonostante tutto, Picard non appare amareggiato. L’episodio, pur complesso, ha dato grande visibilità alla sua attività e ha trasformato una difficoltà in un’occasione di notorietà.

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