All’ordine del giorno c’è il delicatissimo tema del cherosene per aerei che, nel medio-lungo periodo, inizierà a scarseggiare nelle riserve europee se qualcosa di concreto non cambierà a Hormuz. Dopo che Lufthansa ha fatto sapere di aver già cancellato 20mila voli fino a ottobre, l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, fa il punto della situazione spiegando fin quando i suoi aerei avranno a disposizione il jet-fuel.
Le riserve di jet-fuel in Europa
Per tutto il mese di maggio non ci saranno problemi: il cherosene sarà pienamente garantito dai fornitori della low-cost irlanese, poi chissà. Di sicuro, la compagnia dovrà affrontare spese maggiori per acquistare il carburante per gli aerei per l’impennata dei costi sul petrolio. “L’Europa di solito immagazzina fino a otto settimane di jet fuel e adesso non è a corto di carburante. Chiaro, se la guerra dovesse proseguire nel medio periodo in Medio Oriente e se lo Stretto di Hormuz dovesse restare ancora bloccato, pensiamo che ci sarebbe un rischio per il 10-20% del nostro carburante per aerei ma nessuno di noi lo sa”, spiega O’Leary alla stampa italiana.
I rischi per la Gran Bretagna
In concreto, se c’è un Paese che rischia davvero di rimanere a corto di jet-fuel è la Gran Bretagna perché si rifornisce quasi esclusivamente dal Kuwait. "Pensiamo che l’unica possibile area a rischio sia la Gran Bretagna - ribadisce O’Leary - In questo momento, le compagnie petrolifere dicono che non ci saranno rischi di approvvigionamento durante maggio, ma non siamo sicuri per quanto riguarda giugno".
Cosa avviene nelle altre nazioni
Per quanto riguarda invece gli altri Paesi europei, il numero uno di Ryanair spiega che i rischi rimangono molto bassi anche a giugno “perché si riforniscono di carburante dalla Norvegia, dall'Africa Occidentale, dagli Stati Uniti e dalla Russia, anche se non si può dire". In ogni caso, l’onda lunga delle conseguenze della guerra in Medio Oriente si avrebbero anche se il cessate il fuoco finisse nelle prossime ore (cosa altamente improbabile). "Se anche la guerra dovesse finire domani - sottolinea O’Leary - ci vorrebbero comunque 3 o 4 mesi perché tutto ritorni alla normalità, con i prezzi dei carburanti che potrebbero scendere sotto i 100 dollari al barile entro settembre".
Cosa accade con le prenotazioni
Il quadro mondiale di incertezza sta certamente scoraggiando molti viaggiatori dal prenotare vacanze mesi prima salvo poi non poter partire qualora ci fosse una cancellazione che, oggi, non può essere esclusa.
Ryanair, invece, fino a tutto il mese maggio ha già ottenuto un leggero aumento delle prenotazioni “mentre quelle per giugno, luglio e agosto sono circa l’1% indietro, e questo perché c’è esitazione”, conclude O’Leary.