Se un volo verrà annullato per il caro carburante allora i passeggeri andranno risarciti, ma non ci sarà alcun risarcimento in caso di carenza jet fuel, considerata "circostanza straordinaria". L'Unione Europea stende un mini regolamento per ovviare al caos trasporti che potrebbe presto abbattersi sui voli continentali, a maggior ragione se la crisi a Hormuz non verrà risolta in tempi rapidi. Ieri si è tenuta una videocall molto delicata, a cui hanno partecipato i 27 ministri dei trasporti, fisiologicamente preoccupati anche per l'avvicinarsi della bella stagione.
Il commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha assicurato il massimo impegno di Bruxelles, provando anche a tranquillizzare utenti e operatori: "In questa fase il mercato gestisce la pressione e non ci sono indicazioni di ammanchi veri e propri" di jet fuel. Per questa ragione oggi verrà pubblicato un vademecum della Commissione Europea indirizzato agli slot aeroportuali, con gli indirizzi per i diritti dei passeggeri e gli obblighi di servizio pubblico: l'obiettivo è prevenire il caos operativo, anche grazie all'istituzione di un osservatorio sui carburanti per il monitoraggio sistematico delle scorte.
Chi è in difficoltà, più di altri, al momento sembra essere Berlino che chiede un supporto alla Task Force per la Sicurezza Energetica e anche al Consiglio di Sicurezza Nazionale. Lo ha detto il cancelliere Friedrich Merz che, prima, ha assicurato il Paese a fronte delle possibili tensioni sulle forniture ("al momento, la situazione del mercato è tesa, ma le forniture sono garantite") e poi ha avviato consultazioni ai massimi livelli, dal momento che la Germania soffrirebbe non solo per la carenza di carburante, ma anche per la scarsità di bitume nell'edilizia e per le interruzioni nelle catene di approvvigionamento.
Il dato è emerso dopo un vertice tra il ministro dell'Economia Katherina Reiche e i rappresentanti di gestori di aeroporti, compagnie aeree, fornitori e associazioni di categoria. "Pur senza cedere all'allarmismo", serve prepararsi ad ogni scenario, è emerso. Il cancelliere dal primo maggio dovrebbe decidere di applicare un taglio di 17 centesimi al litro per le tasse su diesel e benzina.
Tutto risolto? Niente affatto. A far peggiorare la situazione punta però la Russia, che potrebbe interrompere le forniture di petrolio kazako verso la Germania attraverso l'oleodotto Druzhba a partire dal 1 maggio. Lo scrive il quotidiano finanziario Handelsblatt, secondo cui un eventuale blocco taglierebbe il 17% dei 12 milioni di tonnellate di petrolio all'anno lavorate dalla raffineria tedesca Pck, una delle infrastrutture più grandi del paese. Per avere un'idea dell'impatto, basti pnsare che quel carburante serve 9 auto su 10 nella regione di Berlino e Brandeburgo. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato di non saperne nulla, ma scorrendo i numeri dell'anno scorso emerge che tramite quell'oleodotto sono state inviate ben 2.146 milioni di tonnellate, ovvero 43.000 barili al giorno, un aumento del 44% rispetto al 2024.
Numeri che impattano sulla già traballante economia tedesca, la prima ad aver accusato uno stop non da poco alla
voce energia a causa del Nord Stream 2, il gasdotto offshore più lungo del mondo che avrebbe dovuto trasportare gas naturale dalla costa baltica russa fino alla Germania e quindi allacciato alla rete di distribuzione Ue.