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Chi è Eric Slover, il pilota eroe che ha ricevuto la Medaglia d'Onore per il coraggio anti Maduro

Il pilota dell'Esercito ferito nel raid per catturare Maduro riceve la Medaglia d'Onore. Eric Slover era al comando del primo elicottero che è atterrato sulla "fortezza” di Caracas

Chi è Eric Slover, il pilota eroe che ha ricevuto la Medaglia d'Onore per il coraggio anti Maduro
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Il luogotenente Eric Slover, pilota di elicotteri dell’unità d’élite che ha preso parte al raid su Caracas, è stato insignito della Medal of Honor per il coraggio dimostrato durante l'audace incursione condotta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Come pilota di uno dei Chinook che hanno preso parte all’operazione Absolute Resolve, Slover ha condotto gli incursori della Delta Force nella capitale del Venezuela, esponendosi al fuoco delle difese venezuelane, che sono riuscite a colpire il suo elicottero nella fase di inserzione. Pur avendo riportato gravi ferite, il pilota del 160th Reggimento per le operazioni speciali, noto anche con il solo acronimo SOAR, è stato in grado di riportare alla base il possente elicottero bimotore, garantendo il successo della missione.

"Slover ha pianificato la missione ed è stato il capo volo nella cabina di pilotaggio del primo elicottero", ha spiegato durante la cerimonia di assegnazione il presidente americano Donald Trump, proseguendo: “Eric ha pilotato il Chinook con il favore della notte ed è atterrato rapidamente sul complesso fortificato dove si trovava Maduro”. L’area, ha sottolineato Trump, era strettamente sorvegliata da migliaia di soldati.

"Mentre si preparava all'atterraggio, le mitragliatrici nemiche hanno sparato da ogni angolazione, ed Eric è stato colpito gravemente alla gamba e all'anca, un proiettile dopo l’altro. Ha ricevuto quattro colpi dolorosissimi, che gli hanno ridotto la gamba in numerosi pezzi”. Nonostante le ferite riportate, Slover ha continuato la missione, rilasciando i commando che aveva trasportato a bordo del Chinook sulla zona di lancio. "Mentre il suo sangue scorreva a fiumi... Eric ha manovrato il suo elicottero, con tutte quelle anime a bordo, per affrontare il nemico e lasciare che i suoi artiglieri eliminassero la minaccia – virando l'elicottero in modo che i mitraglieri potessero colpire le posizioni difensive – salvando la vita dei suoi compagni da quello che avrebbe potuto essere un incidente catastrofico in territorio nemico”.

Dopo aver fatto atterrare l'elicottero in sicurezza nel punto giusto per consentire alla missione di proseguire, Eric disse al suo copilota, anche lui ferito, di prendere il comando. Una condotta che ha meritato l’encomio e l’assegnazione della più alta onorificenza prevista dalle forze armate degli Stati Uniti.

L'assegnazione così "rapida" di una Medaglia d'Onore è un caso storico, sebbene non unico, dato che in epoca moderna l'iter burocratico per assegnare questa alta onorificenza è molto più rigoroso rispetto al passato e solitamente richiede dai 18 mesi ai 3 anni. Lo “Chief Warrant Officer” Eric Slover ha ricevuto la medaglia a soli due mesi dal raid su Caracas, anche grazie alle numerose prove fornite dai “video integrali” che hanno accelerato la verifica dei fatti.

Un altro caso importante, in cui si era verificata una simile celerità, fu quello degli operatori della Delta Force Gary Gordon e Randall Shughart, che ricevettero la Medal of Honor - postuma - per l’encomiabile atto di coraggio dimostrato nella battaglia di Mogadiscio, quando il 3 ottobre 1993, nel corso dell’operazione Gothic Serpent, si posero a presidio di uno dei “Black Hawk Down”. Per gli standard odierni del Dipartimento della Difesa, che prevedono un'indagine di almeno 18 o 24 mesi, si è trattato anche in quel caso di un processo estremamente rapido.

A cingere il nastro celeste al collo di Slover, è stato il comandante del Comando delle Operazioni Speciali Congiunte, tenente generale J.

Braga, mentre il presidente Donald Trump ha parlato di un’età dell'oro americana, affermando che gli Stati Uniti, che presto festeggeranno i 250 anni di storia, sono "più forti che mai”. Una forza che proprio in queste ore viene esibita, ancora una volta, in Medio Oriente, e ci si augura possa valere come deterrente, invece che come asset per una nuova, sebbene attesa, operazione militare.

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