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"Ci siamo abbassati sotto i tavoli", "Abbiamo sentito gli spari": il racconto dei corrispondenti alla cena con Trump

Sono densi di particolari i racconti dei corrispondenti italiani presenti all’hotel Hilton di Washington: ecco come hanno vissuto in prima persona i momenti di panico a causa della sparatoria

"Ci siamo abbassati sotto i tavoli", "Abbiamo sentito gli spari": il racconto dei corrispondenti alla cena con Trump
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Sono stati certamente momenti di ansia e terrore per i 2.600 invitati presenti all’Hotel Hilton di Washington durante la cena annuale dei corrispondenti alla presenza del presidente Usa, Donald Trump, quando un uomo ha sparato alcuni colpi di pistola prima di essere prontamente fermato dagli agenti di sicurezza. Ricordando che l’uomo armato ha esploso i colpi non nella sala dove si stava svolgendo la cena ma in quella appena sopra, la paura è stata tanta anche tra i giornalisti italiani presenti.

“Fucili spianati tra i piatti”

“Tutti nella sala si sono abbassati sotto i tavoli, una reazione automatica che scopri di avere solo quando succede qualcosa del genere”, ha raccontato Viviana Mazza, corrispondente del Corriere della Sera presente a Washington. “Il presidente Trump e la first lady Melania erano seduti sul palco e sono stati subito evacuati. Abbiamo potuto filmare gli agenti dei servizi sul palco con i fucili spianati tra i piatti con le mozzarelle e la lattuga abbandonati”.

“Stanza in lockdown”

Testimonianza simile anche da Maria Luisa Rossi Hawkins, corrispondente Mediaset. “Abbiamo sentito gli spari. La stanza in questo momento è in lockdown. Eravamo al tavolo, abbiamo sentito il rumore degli spari e poi abbiamo visto i camerieri dirigersi verso il tavolo centrale, quello principale, dove c'era il presidente", ha raccontato Hawkins. "Doveva essere un evento storico, con grandi aspettative per il discorso di Trump. Era una cena di Stato, Trump partecipava per la prima volta”.

“Così abbiamo capito che era una sparatoria”

“Ero alla cena poi si sono sentiti questi quattro colpi”, ha raccontato Iacopo Luzi, corrispondente per Skytg24, sottolineando che dopo il primo colpo c’è stata una brevissima pausa, gli altri tre sono stati invece consecutivi. “Le persone all’inizio non hanno capito cosa fosse, si pensava a un cameriere che aveva rovesciato qualcosa o un carrello per la cena che si fosse ribaltato. Quando, invece, abbiamo visto le persone che, dalle porte di fuori, scappavano dentro rifugiandosi sotto i tavoli e dietro le colonne, si è capito che era una sparatoria”.

Luzi ha poi aggiunto che negli Stati Uniti le persone sono abituate a eventi del genere e “sanno esattamente cosa fare quando succede una cosa del genere. La sparatoria è avvenuta al piano di sopra, quella dei cocktail e dove c’era anche il metal detector. Tuttavia il colpo è sembrato molto più vicino - c’è stato il panico, gente che piangeva e gridava”.

“È stato uno choc”

Alle 20.35 abbiamo sentito uno sparo, un momento di choc. Non c’è stato tempo di realizzare cosa stesse accadendo, in rapida sequenza ce ne sono stati altri tre. Ero al tavolo 219, uno di quelli più vicini all’ingresso”, ha raccontato il corrispondente de La Stampa, Alberto Simoni, a RaiNews24.

“Alcuni colleghi si sono buttati sotto il tavolo, sono andato a nascondermi dietro un pilastro. Il servizio di sicurezza hanno subito preso in consegna Trump e Vance. È stata una manovra molto rapida. Abbiamo subito capito fosse una sparatoria”.

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