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Crans-Montana, l'attacco del senatore svizzero socialista: "Dichiarazioni italiane populiste"

Dopo l'ondata di indignazione degli esponenti di governo, e non solo, italiani, la Svizzera socialista si difende: "Si tratta di omicidio colposo, che nel codice penale è un reato di media entità"

Crans-Montana, l'attacco del senatore svizzero socialista: "Dichiarazioni italiane populiste"
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La carneficina di Crans-Montana ha incrinato i rapporti tra Italia e Italia a causa della gestione del caso da parte della procura vallese, che non sembra adeguata a dare giustizia alle vittime, incluse quelle italiane. L'elemento che ha portato alla rottura, con il richiamo dell'ambasciatore italiano a Roma, è la liberazione su cauzione di Jacques Moretti, che con la moglie gestiva il locale Le Constellation dove si è sviluppato l'incendio. "Provo profonda indignazione e sconcerto per una decisione che infligge un ulteriore, indicibile strazio alle famiglie delle vittime e dei tanti feriti. Lo Stato italiano, e io personalmente, resteremo giorno per giorno, al loro fianco nel percorso di ricerca della giustizia e della verità. Il governo non lascerà mai sole queste famiglie", ha dichiarato Giorgia Meloni al Corriere della sera.

L'intero governo si è stupito per la scarcerazione di uno dei principali indagati per la morte di 40 ragazzi e il ferimento grave di altri 100, molti dei quali ancora lottano tra la vita e la morte. Ma la Svizzera fa quadrato e, anzi, attacca il nostro Paese. "Da tutto quanto mi è noto, non c'è motivo di trattenere Jacques Moretti in detenzione preventiva", ha dichiarato il consigliere agli Stati del PS e professore di diritto penale Daniel Jositsch al SonntagsZeitung. Il ragionamento di Jositsch si lega al capo di imputazione che, nonostante le 40 vittime e le accertate omissioni, nonché l'utilizzo di materiali infiammabili all'interno del locale, continua a essere di omicidio colposo per le autorità svizzere. "Per quanto riguarda il reato stesso, qui si tratta di omicidio colposo, che nel codice penale è un reato di media entità", ha spiegato ancora. Ed è questo uno dei nodi principali per le tensioni tra i due Paesi, perché quando accaduto, per l'Italia, non può essere considerato un "reato di media entità". E in Svizzera la detenzione preventiva è prevista solamente per reati gravi. Evidentemente la procura del Vallese non reputa grave quanto accaduto la notte di capodanno.

Il senatore socialista, quindi, ha attaccato le reazioni del governo italiano, che secondo lui sono "molto populiste" e ritiene corretto che le autorità svizzere "non mettano le persone in prigione semplicemente per la pressione pubblica, ma esaminino il caso in un procedimento basato sullo stato di diritto". Ora Moretti è stato diffidato dal lasciare il Paese, ha depositato i documenti e deve presentarsi ogni giorno per l'obbligo di firma ma quel che dall'Italia appare una grave stortura è che, nonostante i 40 morti, ci sia il reato di omicidio colposo e da qui tutte le conseguenze che ne derivano. "Un principio fondamentale del diritto penale svizzero è che l'imputato resta in libertà. Non è la polizia o il pubblico ministero a decidere dell'incarcerazione, ma il giudice. È un principio delle democrazie e degli stati di diritto che protegge noi tutti e non lo cambierei.

Sulle condizioni della carcerazione preventiva la discussione è lecita", ha spiegato l'ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti a La Stampa. Insomma, per la Svizzera quanto accaduto a Crans-Montana non è diverso da un incidente comune.

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