L'affetto di Re Carlo nei confronti della moglie è indubbio, così come non ci sono dubbi sul fatto che la Regina Camilla lo corrisponda. I due si amano da moltissimo tempo e hanno lottato per stare insieme, anche a costo di risultare impopolari (c'è chi non ha mai perdonato la loro relazione alla spalle di Lady Diana).
Tuttavia, un'indiscrezione recentemente uscita da Palazzo avrebbe suscitato un certo scalpore: Carlo e Camilla non dividerebbero lo stesso letto. Che chi siano, allora, dei problemi di coppia? Tutto è possibile, ma potrebbero esserci delle spiegazioni ben più valide.
Pare che Carlo e Camilla abbiano tre camere da letto: una camera a testa e una da condividere. Una simile scelta non dovrebbe sorprendere. Storicamente, avere camere separate era un simbolo di ricchezza e status sociale, ed era l'assoluta normalità nei ceti nobili, specie nelle famiglie reali. Ma non si tratta solo di questo. I sovrani, almeno in passato, avevano camerieri personali dello stesso sesso che li aiutavano a vestirsi e svestirsi, pertanto sarebbe stato uno scandalo se un servitore uomo fosse entrato in stanza mentre la Regina era intenta a cambiarsi. Stesso discorso per il Re e una cameriera donna.
Qualcuno, però, potrebbe obiettare che adesso siamo nel 2026 e certi usi sono ormai obsoleti. William e Kate, ad esempio, dormono insieme. Carlo e Camilla, però, starebbero comunque mantenendo la regola dei letti separati. Per quale ragione?
Il motivo potrebbe risiedere negli storici problemi di salute del sovrano. È infatti cosa nota che Re Carlo soffre di mal di schiena, tanto da essere costretto a viaggiare con un cuscino per alleviare i dolori. Condividere il letto con qualcuno può portare ad assumere posture scorrette e peggiorare una condizione già compromessa.
A parlare del mal di schiena del Re è stato anche il Principe Harry, che nel suo libro Spare ha raccontato dei problemi del padre. Riferendosi ai soggiorni a Balmoral, il Duca di Sussex scriveva, parlando della stanza del genitore: "Poteva capitare di entrare per sbaglio mentre lui faceva le sue verticali. Le eseguiva ogni giorno, in mutande, appoggiato a una porta o appeso a una sbarra come un abile acrobata".
Si trattava di esercizi "prescritti dal suo fisioterapista; questi esercizi erano l'unico rimedio efficace per il dolore costante al collo e alla schiena di papà".A causa di questi mal di schiena sarebbero in larga parte gli infortuni subiti durante le partite di polo, sport di cui era ed è appassionato.