Cronaca internazionale

Fa il bagno al lago, poi muore: 17enne uccisa dall'ameba "mangia-cervello"

Il forte mal di testa, le vertigini, la febbre. La scambiano per sinusite, ma le condizioni della ragazza si aggravano, tanto che i medici sono costretti a intubarla e metterla in coma. Ecco cosa è accauduto a Megan Ebenroth, vittima a 17 anni

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Fa il bagno al lago, poi muore: 17enne uccisa dall'ameba "mangia-cervello"

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Una fine drammatica quella di Megan Ebenroth, una giovane studentessa di 17 anni della Georgia (Usa). La ragazza, infatti, è morta il mese scorso a causa di un'infezione cerebrale provocata dalla Naegleria fowleri, più comunemente conosciuta come ameba mangia-cervello. Questo patogeno, potenzialmente letale, vive nel suolo e nelle sorgenti di acqua dolce e ha la capacità di introdursi nell'organismo umano passando dal naso.

Proprio questo deve essere accaduto a Megan che, secondo quanto riferito dal New York Post, ha accusato i primi sintomi alcuni giorni dopo una gita al lago.

Un'infezione rarissima

Sono pochissime le vittime provocate da questo patogeno. Nel caso di Megan Ebenroth, la giovane studentessa della Thomson High School era andata in gita al lago di Dearing, nella contea di McDuffie, lo scorso 11 luglio, e aveva fatto una nuotata senza temere pericoli. I sintomi si sono presentati pochi giorni dopo, con capogiri, perdita di equilibrio e forti mal di testa.

Inizialmente i medici hanno pensato a una sinusite, trattata con un antibiotico. Le condizioni della 17enne, tuttavia, hanno continuato a peggiorare, con febbre alta ed emicranie sempre più forti. Portata ancora una volta in ospedale, la giovane era ormai in uno stato così gravi che è stato necessario intubarla e indurle il coma farmacologico. I medici hanno quindi proceduto con l'apertura del cranio della paziente, necessaria per alleviare i problemi causati dal cervello che, reso più gonfio a causa dell'infezione, premeva sulla scatola cranica.

Il 21 luglio è finalmente arrivata la diagnosi: Megan aveva contratto la Naegleria fowleri, l'ameba mangia-cervello. Secondo quanto riferisce il Centers for Disease Control and Prevention, il patogeno provoca una condizione chiamata meningoencefalite amebica primaria, che causa la distruzione del tessuto cerebrale e il gonfiore del cervello. La prognosi per questo genere di infezione è purtroppo quasi sempre infausta.

Megan è morta il 22 luglio scorso, dopo 11 giorni di agonia.

I sintomi a cui fare attenzione

Come abbiamo detto, stiamo parlando di un'infezione davvero molto rara. L'ameba mangia-cervello risiede nei laghi o nei corsi di acqua dolce, non potrebbe vivere nelle acque salate del mare. Non è contagiosa.

Purtroppo, in caso di infezione nell'uomo, provoca una condizione letale il 97% delle volte,

attaccando direttamente il cervello. I sintomi possono presentarsi dopo 1-12 giorni, con forti mal di testa, febbre, nausea e vomito, torcicollo, convulsioni e coma. La morte avviene dopo circa 5 giorni dall'insorgere dei sintomi.

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