È scattata una corsa contro il tempo in tutto il mondo per fermare il pericoloso virus trasmesso dai ratti che si è diffuso a bordo della nave da crociera MV Hondius, finita al centro di una grave emergenza sanitaria internazionale. Le autorità di vari Paesi stanno cercando di rintracciare tutti i passeggeri e le persone con cui sono entrati in contatto per capire quanto possa essersi esteso. Da sabato, ma il contagio sarebbe partito molte settimane prima, la nave è al centro dell’allarme per un focolaio di hantavirus, una malattia rara ma molto pericolosa.
Il virus che preoccupa il mondo
L’hantavirus viene normalmente trasmesso dai roditori attraverso urina, saliva ed escrementi. In questo caso, però, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che il focolaio è legato alla variante Andes, considerata l’unica forma di hantavirus capace di trasmettersi anche da persona a persona. Finora il bilancio è pesante, tre morti accertati, tra cui una coppia olandese e un cittadino tedesco. In totale si contano otto casi sospetti e alcuni confermati collegati alla nave. Secondo i Centers for Disease Control americani, circa il 40% dei casi può risultare mortale.
Una crociera divisa in tre tappe
La nave da crociera MV Hondius stava effettuando un lungo viaggio partito da Ushuaia, in Argentina, e diretto verso Capo Verde, in Africa. Il viaggio era diviso in tre diverse tratte che potevano essere prenotate separatamente. Gli investigatori stanno ancora cercando di capire se la coppia olandese contagiata fosse già presente nella prima parte del viaggio, quella verso l’Antartide iniziata il 20 marzo, e soprattutto quante persone possano aver viaggiato insieme a loro in quei giorni.
Il possibile contagio durante un birdwatching
Secondo gli investigatori, il contagio potrebbe essere avvenuto prima ancora che la coppia salisse sulla nave. I due turisti olandesi avevano infatti partecipato a un’escursione di birdwatching a Ushuaia il 20 marzo. Gli esperti ritengono che durante la visita a una discarica della città, dove stavano fotografando alcuni uccelli, possano essere entrati in contatto con roditori infetti portatori del virus. Dopo quell’escursione, la coppia si è imbarcata sulla crociera partita da Ushuaia il 1° aprile. A bordo della MV Hondius c’erano 88 passeggeri, 59 membri dell’equipaggio e molte persone provenienti da 23 paesi diversi.
Il primo decesso
Il primo passeggero colpito, un olandese di 70 anni, ha iniziato a manifestare sintomi il 6 aprile ed è morto cinque giorni dopo, mentre la nave navigava verso Tristan da Cunha. Il corpo è rimasto a bordo fino al 24 aprile, quando è stato sbarcato a Sant’Elena insieme alla moglie per il rimpatrio, come confermato dalla compagnia Oceanwide Expeditions. In quel momento circa 23 passeggeri hanno lasciato la nave e si sono imbarcati su voli internazionali, creando un possibile punto di diffusione del virus in vari Paesi.
La moglie morta dopo il volo
La moglie dell’uomo, 69 anni, si è sentita male durante un volo tra Sant’Elena e il Sudafrica ed è morta il 26 aprile poco dopo l’arrivo in ospedale a Johannesburg. L’OMS ha confermato che la donna aveva viaggiato il giorno prima su un aereo Airlink con 82 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Prima del ricovero aveva anche tentato di prendere un altro volo diretto nei Paesi Bassi, ma il personale di bordo l’ha fatta scendere a causa delle sue gravi condizioni. Ora le autorità sanitarie stanno cercando almeno 80 persone che si trovavano sugli stessi voli della donna.
Il caso del britannico ricoverato in Olanda
Tra le persone contagiate c’è anche Mike Anstee, 56 anni, ex agente di polizia britannico che oggi lavora come guida turistica a bordo della MV Hondius. L’uomo è stato trasferito d’urgenza nei Paesi Bassi, dove è attualmente ricoverato in ospedale. Nonostante la preoccupazione per il focolaio, ha rassicurato tutti dicendo: «Non sto troppo male».
La nuova vittima
Il 27 aprile anche un passeggero britannico che si trovava a bordo della MV Hondius si è sentito molto male ed è stato evacuato d’urgenza verso il Sudafrica dall’isola di Ascension. Pochi giorni più tardi è morto anche un cittadino tedesco presente sulla nave, facendo salire ulteriormente la preoccupazione per il focolaio di hantavirus. La MV Hondius è poi arrivata a Capo Verde il 3 maggio, ma le autorità locali hanno vietato l’attracco per timore di nuovi contagi, lasciando passeggeri ed equipaggio bloccati in mare.
Passeggeri sparsi in tutto il mondo
Nel frattempo, e questa è la cosa che preoccupa maggiormente, diversi passeggeri della crociera erano già tornati nei rispettivi Paesi prima che l’emergenza sanitaria esplodesse. Un turista spagnolo ancora bloccato a bordo della MV Hondius ha raccontato al quotidiano El Pais: «Fino a tre giorni fa nessuno li aveva contattati». Lo stesso passeggero ha spiegato che molti viaggiatori erano già rientrati nelle loro nazioni: «L’australiano è tornato in Australia, quello di Taiwan a Taiwan, gli americani in varie zone del Nord America. L’inglese in Inghilterra, gli olandesi nel loro paese». Secondo il suo racconto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe iniziato a rintracciare gli ex passeggeri soltanto all’inizio di questa settimana, circa un mese dopo il primo caso sospetto registrato sulla nave.
Cresce la paura dopo un caso in Svizzera
Le preoccupazioni sono aumentate ulteriormente dopo la scoperta di un caso in Svizzera. Un uomo che aveva lasciato la crociera prima che il focolaio esplodesse ufficialmente ha iniziato ad avere sintomi una volta rientrato a casa ed è stato ricoverato in ospedale a Zurigo. Il paziente si trova ora in isolamento e potrebbe restare in quarantena fino a 45 giorni per motivi di sicurezza. Il responsabile dell’ospedale di Zurigo ha dichiarato ai media locali: «Vogliamo assicurarci che non ci sia alcun rischio per gli altri pazienti».
Anche due britannici in isolamento
Anche nel Regno Unito la situazione è monitorata con attenzione. Due cittadini britannici rientrati dalla crociera dopo essere passati da Sant’Elena sono ora in autoisolamento. Le autorità sanitarie britanniche hanno confermato che nessuno dei due presenta sintomi, ma sono state isolate anche alcune persone considerate contatti stretti. L’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria ha spiegato: «Nessuno sta manifestando sintomi. Il rischio per la popolazione generale resta molto basso».
Il timore di una nuova pandemia
Nonostante il forte allarme internazionale, l’OMS ha precisato che la situazione non è paragonabile all’inizio della pandemia di Covid. Maria Van Kerkhove, responsabile dell’OMS per le epidemie, ha spiegato: «Questo non è il nuovo Covid, ma si tratta comunque di una malattia infettiva seria».
Passeggeri chiusi nelle cabine
Nel tentativo di fermare eventuali nuovi contagi, tutti i passeggeri ancora a bordo sono stati obbligati a rimanere nelle proprie cabine. Video e immagini mostrano medici in tute protettive salire sulla nave al largo di Capo Verde per trasferire tre pazienti verso ospedali specializzati in Europa. In altre immagini si vedono i malati, anch’essi protetti da dispositivi di sicurezza, trasportati in barella verso le ambulanze.
Il governo britannico prepara il rientro
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che il governo sta lavorando per organizzare il rientro sicuro dei cittadini bloccati sulla nave. In un messaggio pubblicato su X ha scritto: «I miei pensieri sono rivolti a tutte le persone colpite dal focolaio di hantavirus a bordo della MV Hondius».
E ha aggiunto: «Stiamo collaborando con i partner internazionali per assistere i cittadini britannici a bordo e stiamo preparando piani per il loro rientro in sicurezza. Proteggere la popolazione britannica resta la nostra priorità assoluta».