A 45 anni di distanza dal matrimonio di Carlo e Diana, avvenuto il 29 luglio 1981, i media e gli autori reali indagano ancora sulla loro tempestosa relazione. In particolare molti si chiedono quali fossero i veri sentimenti dell’attuale sovrano nei confronti della prima moglie. Nella nuova biografia in uscita sulla regina Elisabetta, che il prossimo 21 aprile avrebbe compiuto 100 anni, lo storico reale Hugo Vickers dedica ampio spazio a questo tema, riportando le sconcertanti perplessità di Carlo sul suo futuro con Lady D. Incertezze che l’allora erede al trono non sarebbe mai riuscito a dissipare e che oggi, purtroppo col senno di poi, appaiono come segnali lampanti di una situazione fin dall’inizio in precario equilibrio sull’orlo dell’abisso.
“La tua faccia è sulle tovagliette da tè”
Nella sua ultima opera, “Queen Elizabeth II. A Personal History” (in uscita il 9 aprile 2026), di cui diversi estratti sono stati pubblicati sul Daily Mail, il giornalista e scrittore Hugo Vickers racconta che sia Carlo sia la principessa Diana avrebbero “avuto seri dubbi” prima di pronunciare il loro sì nella St. Paul’s Cathedral. Conosciamo piuttosto bene le motivazioni dell’indecisione di Lady Diana, che al momento delle nozze sarebbe già stata al corrente della relazione tra l’allora principe Carlo e Camilla Shand, come riporta il libro “Diana. Her True Story” (1992) di Andrew Morton. Questa scandalosa biografia puntualizza che la principessa avrebbe addirittura voluto annullare la cerimonia. Sarebbero state le sue sorelle a convincerla ad andare avanti, facendole notare che ormai la sua “faccia è sulle tovagliette da tè, quindi è troppo tardi per tirarsi indietro”.
“Innamorarsi dopo il matrimonio”
Sappiamo anche che nonostante il fidanzamento con Diana Carlo, all’epoca erede al trono, non avrebbe mai dimenticato il suo vero amore, Camilla. Nel libro di Vickers, però, la titubanza dell’allora principe appare ancora più sfumata, quasi contraddittoria per certi aspetti. In proposito l’esperto racconta un aneddoto inedito, avvenuto poco prima del royal wedding: “Durante la settimana di Ascot, a una cena, il principe Carlo lanciò un’occhiata a Diana e chiese al suo vicino: ‘Pensi che ci si possa innamorare dopo il matrimonio?’”. Non è esattamente la frase che ci aspetteremmo da una persona che sta per sposarsi. Lo sguardo rivolto alla principessa, poi, non prometteva nulla di buono. Come se, più che immaginare il futuro insieme, Carlo stesse tentando di trovare la via e il coraggio per affrontare questo avvenire nel modo più indolore possibile.
“Qualunque cosa significhi essere innamorati”
Già in un’altra occasione Carlo aveva espresso le sue disarmanti riflessioni sull’amore. Un precedente ormai storico e ben documentato, abbastanza simile a quello raccontato da Vickers: nell’intervista concessa alla Bbc per il fidanzamento con Diana, il 24 febbraio 1981, alla domanda se fossero innamorati la principessa aveva risposto: “Naturalmente”. Il principe, invece, aveva dichiarato: “Qualunque cosa significhi ‘essere innamorati’”, aggiungendo che “innamorati” è una parola “aperta a [diverse] interpretazioni”. Nelle registrazioni realizzate per il suo voice coach Stewart Pearce (che lavorò per lei dal 1995 al 1997, spiega l’Independent), poi utilizzate nel documentario “Diana. In Her Own Words” (2017), la principessa confessò che quella risposta l’aveva “traumatizzata”.
Nella “mente” del principe Carlo
“Fu una cosa del tutto inappropriata da dire per lui, ma comprensibile, dato il modo in cui funzionava la sua mente e il tipo di cose che [Carlo] aveva detto negli anni precedenti”, ha dichiarato l’esperta reale Sally Bedell Smith al People, a proposito della frase infelice pronunciata da Carlo durante l’intervista del 1981. “Bisogna guardare a quelle parole nel contesto della serie di interviste che rilasciò negli anni Settanta, su ciò che voleva in una moglie, cosa implicava davvero essere innamorato. [Carlo] rimuginava sulle cose e stava pensando ad alta voce. Non la vedo come una dichiarazione cinica e crudele”.
Riflessioni filosofiche?
Non possiamo escludere che sia la dichiarazione del 1981, sia la domanda riportata nel libro di Vickers fossero davvero riflessioni filosofiche “ad alta voce”, per la verità pure con una vaga eco esistenzialista. Il problema è che Carlo non poteva scegliere momenti peggiori per pronunciarle. È proprio la totale mancanza di tempismo a far emergere i dubbi: perché l’allora principe formulò quei pensieri proprio in quella fase della sua vita? Per pura speculazione filosofica o perché tali meditazioni dovevano servire a trovare una soluzione al grande dilemma che stava affrontando, cioè dover sposare una persona che non amava?
“Con le lacrime agli occhi”
L’autore di “Queen Elizabeth II” rivela altri dettagli sul fidanzamento reale: nel marzo 1981 Carlo intraprese un viaggio a New York. Poco prima della partenza “[Diana gli aveva] messo un biglietto nello smoking in cui diceva che lo amava”. L’erede al trono si sarebbe poi avvicinato a un amico “con le lacrime agli occhi”, dicendo: “Non sono sicuro di potercela fare”. Il confidente avrebbe cercato di consolarlo, spiegandogli che “non era troppo tardi per tirarsi indietro”. In realtà annullare le nozze non era un’opzione per la royal family. Lo scandalo sarebbe stato troppo grande. Carlo, rendendosi conto di non avere altra scelta se non quella di obbedire alla ragion di Stato, avrebbe sentenziato: “Temo che lo sia”.
“Sir”
Questo aneddoto rende ancora meno credibile l’idea che le dichiarazioni di Carlo sull’amore fossero semplici riflessioni filosofiche. Non sapremo mai se Lady Diana fosse davvero innamorata del futuro sposo, o se si fosse convinta di esserlo. In ogni caso, secondo Vickers, almeno all’inizio la principessa non avrebbe neppure preso in considerazione la possibilità che il primogenito di Elisabetta II diventasse suo marito. La distanza tra i due sarebbe stata notevole, lascia intendere lo storico reale: “Quando era una ragazzina, Diana aveva un’ambizione dichiarata: sposare il suo compagno di giochi d’infanzia, il principe Andrea. La verità è che conosceva a malapena Carlo e lo chiamò ‘Sir’ fino al giorno del loro fidanzamento”.
“Non ti amo”
Nel 2020 l’amica di Lady D, Penny Thornton, raccontò nel documentario “The Diana Interview. Revenge of a Princess (2020), citato dal Daily Mail, che la sera prima delle nozze il principe Carlo non sarebbe più riuscito a reggere la pressione: “…Le disse che non l’amava”. La Thornton aggiunse: “…Voleva chiarire con lei e fu devastante per Diana”. Ancora una volta Carlo avrebbe scelto il momento meno opportuno per esprimere ciò che sentiva.
Una guerra senza vincitori
Comunque siano andate le cose, nella storia di Carlo e Diana non ci sono né vincitori, né vinti. Probabilmente questi non sono neppure i termini più adatti per riferirsi alla loro vicenda. Carlo, secondo l’autore reale Robert Jobson, si sarebbe pentito di non aver annullato le nozze, di non essere stato più determinato a prendere in mano la sua vita, a decidere per sé, trovando un compromesso con il dovere reale. Nel libro “The Windsor Legacy. A Royal Dynasty of Secrets, Scandal and Survival” (dicembre 2025), citato dall’edizione statunitense di Marie Claire, Jobson scrive: “[Carlo] sente di aver deluso non solo la monarchia, ma anche se stesso e Diana non annullando il matrimonio, pur sapendo che era sbagliato”.
“Un’immagine distorta”
L’attuale Re avrebbe dovuto convivere per anni con questo rimpianto e con le sue conseguenze, dice Jobson: “I suoi detrattori si sono concentrati sulla negligenza nei confronti della giovane sposa, sull’adulterio [di Carlo]…ignorando le numerose relazioni extraconiugali [di Diana]. Ciò che frustra il Re è che ancora oggi la versione di Diana di ciò che è accaduto sia ritenuta valida sebbene, a suo avviso, sia una rete di menzogne date in pasto a una stampa compiacente, ma ingenua. Secondo [Carlo] è sbagliato che siano diventati fatti storici”. Il dibattito su questa teoria è ancora aperto e, forse, non troverà mai una vera conclusione.
In ogni caso il sovrano sarebbe consapevole di non poter più cambiare ciò che è stato, nemmeno i suoi errori e quelli di Lady D, sostiene ancora Jobson: “Col tempo Carlo ha imparato a convivere con questa immagine distorta, in particolare dopo la morte di Diana, rendendosi conto del fatto che nessuno sforzo, per quanto grande, può cancellare le macchie sulla sua reputazione”.