Cronaca internazionale

Il Kazakistan cerca più cooperazione coi Brics

Il presidente kazako ha partecipato da remoto al BRICS Plus Dialogue, che si è tenuto ai margini del summit sudafricano dei BRICS, e ha approfittato dell'occasione per riaffermare quelli che sono gli obiettivi di Astana: più cooperazione e maggiore integrazione in Eurasia.

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Il quindicesimo vertice del gruppo BRICS, che ha avuto luogo a Johannesburg il 22-24 agosto, verrà probabilmente ricordato come l'evento spartiacque di questa eterogenea coalizione nata con l'ambizione di cambiare il mondo. L'assenza di Vladimir Putin, costretto a casa dalla Corte Penale Internazionale, non sembra avere inciso sulla qualità dei contenuti dibattuti e sul clima generale che ha avvolto il vertice. Che si è concluso, invero, con la decisione storica di avviare un primo processo di allargamento e con alcuni accordi volti ad accelerare la dedollarizzazione del sistema economico e finanziario internazionale.

Il Kazakistan, ponte tra blocchi e cuore infrastrutturale dell'Eurasia profonda, ha assistito all'ultimo appuntamento del gruppo BRICS con più interesse del solito. Perché ha espresso interesse ad aderirvi e ha ricevuto dalla Russia la promessa che il suo fascicolo d'adesione sarà prioritizzato. E perché il presidente Kassym Jomart-Tokayev è stato invitato a partecipare al BRICS Plus Dialogue, che si è tenuto ai margini del summit sudafricano, al quale ha preso parte da remoto.

Le aspirazioni di Astana

Tokayev è stato uno dei grandi ospiti del quindicesimo vertice del gruppo BRICS. Il capo di stato kazako, infatti, ha preso parte da remoto a un importante evento avvenuto in concomitanza con la riunione dei paesi fondatori, il BRICS Plus Dialogue, in qualità di portavoce di Astana e di presidente di turno dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO).

Il presidente kazako ha utilizzato la piattaforma per promuovere gli obiettivi della SCO e ha spiegato ai colleghi che "il Kazakistan è determinato a capitalizzare la sua presidenza di turno per trasformarla in un'organizzazione più efficiente e maggiormente capace di affrontare le sfide" dell'attualità.

SCO e BRICS, secondo Tokayev, sono delle entità sostanzialmente complementari e questo è il motivo per cui dovrebbero collaborare nella realizzazione "di una formula adeguata per la pace, la stabilità e la sicurezza basata sulla Carta delle Nazioni Unite". Formula che il capo di stato ha condensato nella cosiddetta "Iniziativa sull'unità mondiale per l'armonia e la pace giusta", un progetto per la ristrutturazione del sistema internazionale a firma kazaka che SCO, BRICS e BRICS+ potrebbero implementare insieme.

Più collaborazione, più integrazione

Il capo di stato kazako ha proposto alle controparti di costruire una sorta di registro comune tra SCO, BRICS e BRICS+ in materia di servizi digitali critici, commercio elettronico e sicurezza cibernetica avente come obiettivo una circolazione di conoscenze che sia in grado di aiutare i paesi, ciascuno caratterizzato dal fatto di essere in via di sviluppo, ad accelerare le proprie agende sui suddetti. Da qui la decisione di estendere ai BRICS+ l'invito a partecipare allo Forum digitale SCO, che avrà luogo in Kazakistan nel 2024.

Nella visione di Tokayev, dunque, SCO e BRICS dovrebbero gettare le basi per una cooperazione più forte. Ma dovrebbero anche collaborare maggiormente alla creazione di una rete infrastrutturale efficace ed efficiente in Eurasia, continente in fermento dall'Anatolia all'Indocina, investendo lungo i corridoi Est-Ovest e Nord-Sud e, in particolare, nella Rotta internazionale di trasporto transcaspica. Obiettivo: creare una "sinergia che stimoli il commercio interregionale e sblocchi l’intero potenziale di transito e trasporto" della macro-area eurafrasiatica.

La partecipazione del Kazakistan al BRICS+ Dialogue, in definitiva, potrebbe essere il primo passo verso un ingresso formale nel gruppo, che, dopo un periodo di effettiva stasi, ha recentemente riaperto il dossier dell'espansione e della complessificazione. L'adesione al gruppo permetterebbe ad Astana di aumentare ulteriormente le proprie leve negoziali nel continente, sarebbe coerente con la politica della multivettorialità e ne consoliderebbe il ruolo di crocevia dell'Eurasia. Perciò è lecito attendersi che il gruppo BRICS+ inizi a parlare un po' di kazako nel prossimo futuro.

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