Il recente successo della missione spaziale Artemis 2 ha distratto per qualche giorno l’opinione pubblica internazionale dai conflitti in corso sulla Terra. Il prossimo grande scontro tra potenze potrebbe però avvenire proprio nello spazio. Ad affermarlo è il generale Stephen N. Whiting, comandante dello U.S. Space Command, il quale in un’intervista rilasciata al Times di Londra ha infatti avvertito che la Russia sta pianificando di collocare un’arma nucleare nello spazio per colpire i satelliti in un attacco che causerebbe caos su scala globale. Un esito, ha aggiunto il militare statunitense, che non potremmo tollerare.
Riferendo della minaccia di una “Pearl Harbor nello spazio”, il generale Usa ha dichiarato che l’America è “molto preoccupata” per i piani del Cremlino. Whiting ha riconosciuto che la Russia è una sofisticata potenza spaziale e ha poi spiegato che il piano di Mosca è parte di una serie di mosse, incluso il disturbo alle comunicazioni satellitari e Gps, compiute in orbita dalla Federazione a partire dallo scoppio del conflitto in Ucraina. A motivare le intenzioni russe, ha proseguito il generale, è il fatto che dal loro punto di vista vedono un “eccesso di forza” nelle armi convenzionali a disposizione di Stati Uniti e Nato e quindi essi ritengono che “la neutralizzazione delle nostre capacità spaziali li aiuterebbe a livellare il campo di battaglia”.
Un’esplosione nucleare ad una distanza dalla Terra compresa tra le 300 e le 1200 miglia potrebbe degradare o distruggere almeno 10mila satelliti, cioè l’80% circa dei satelliti che ruotano attorno al nostro pianeta. Nello scenario peggiore, il disastro, oltre al sistema militare, colpirebbe anche le comunicazioni civili, internet e telefoniche, e i sistemi Gps.
Nel corso della conversazione con il quotidiano britannico, Whiting, il quale ha precisato di non poter parlare delle “fonti e metodi di intelligence” alla base dell’allarme, ha invitato il premier Keir Starmer ad aumentare “significativamente” i finanziamenti in materia di difesa spaziale per rispondere alle minacce provenienti non solo dalla Russia ma anche dalla Cina. A proposito della militarizzazione dello spazio, il Financial Times ha rivelato questa settimana come l’Iran abbia acquistato un satellite ad alta risoluzione, costruito da Pechino, per tracciare e colpire obiettivi Usa in Medio Oriente. Nonostante la conversazione del generale con il Times sia incentrata sulla Russia, il capo dello U.S. Space Command ha definito proprio la Cina come il più grande rivale degli Stati Uniti nello spazio.
Sempre Whiting nei giorni scorsi ha reso anche noto che il possibile impiego da parte della Russia di una capacità nucleare anti-satellitare è stato al centro di un wargame, denominato “Apollo Insight”, condotto a marzo dallo U.S. Space Command. L’esercitazione ha coinvolto gli Stati Uniti, i suoi alleati e decine di aziende del settore della difesa.
Non è la prima volta che alti funzionari americani lanciano l’allarme per i piani di Mosca nello spazio. Nel febbraio del 2024, il Pentagono ne ha informato i membri del Congresso in un’udienza a porte chiuse.
Da allora la commissione per l’Intelligence Usa continua a premere sulla Casa Bianca affinché renda pubblico ciò di cui è a conoscenza in modo da permettere a deputati e senatori di discutere apertamente della minaccia alla sicurezza nazionale.