"Offensiva a Taiwan e nuovo asse del male": l'allarme che scuote gli Usa

John Aquilino, ammiraglio statunitense della Us Navy e a capo della US Indo-Pacific Command, ha acceso i riflettori su due tematiche problematiche per gli Usa

"Offensiva a Taiwan e nuovo asse del male": l'allarme che scuote gli Usa
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L’offensiva della Cina su Taiwan? Nel 2027. Il nuovo asse del male? Il triangolo formato da Russia, Iran e Corea del Nord. Parola di John Aquilino, ammiraglio statunitense della Us Navy e a capo della US Indo-Pacific Command, il Comando Unificato delle Forze armate degli Stati Uniti responsabile per l'area dell'oceano Pacifico e gran parte dell'oceano Indiano. In un'audizione di fronte alla Commissione Difesa della Camera, Aquilino ha affermato che la corsa al riarmo di Pechino è la più ampia mai vista dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, e che questo sottintende che il Dragone potrà presto centrare il suo obiettivo di invadere Taiwan. L’ammiraglio ha quindi parlato del nuovo axis of evil, riesumando una vecchia espressione utilizzata da George W. Bush nel 2002 per definire gli allora tre acerrimi nemici degli Usa.

Il doppio allarme degli Usa

Partiamo da Taiwan. "Tutte le indicazioni puntano ad un esercito cinesi in grado di rispondere alla direttiva del presidente Xi Jinping di essere pronto ad invadere Taiwan", ha dichiarato Aquilino. "Inoltre, le azioni dell'esercito popolare cinese indicano la loro capacità di rispettare il calendario indicato da Xi Jinping per la riunificazione di Tawian alla Cina con la forza se verrà ordinato", ha detto ancora l'ammiraglio aggiungendo di essere convinto che la Cina ancora spera di poter assimilare Taiwan senza una guerra, anche se il gigante asiatico sta raggiungendo velocemente la capacità per un'invasione.

E l'assistente segretario alla Difesa per l'Indo-Pacifico, Ely Ratner, ha convenuto con l'ammiraglio affermando che la minaccia di un conflitto diretto tra Usa e Cina "non è immediata né inevitabile", ma il Pentagono si deve muovere velocemente per ridurre il rischio di guerra. Anche perché, ha sottolineato Aquilino, dei tre Paesi che costituiscono la principale preoccupazione degli Usa nella regione - Russia, Cina e Corea del Nord - la Cina "è l'unico Paese che ha capacità e l'intento di sovvertire l'ordine internazionale".

Sul campo, intanto, resta alta la tensione nello Stretto di Taiwan. Il ministero della Difesa di Taipei ha segnalato, il 22 marzo, di aver registrato la presenza di sei navi militari cinesi nelle acque intorno all'isola e di un record di 36 caccia cinesi entrati nell'arco di 24 ore nello spazio aereo di Taiwan. Da inizio anno non era mai accaduto che Taiwan rilevasse in 24 ore la presenza di così tanti jet cinesi.

Il ritorno dell’Asse del Male

Aquilino ha quindi parlato delle relazioni tra Russia e Cina, includendole nel cosiddetto asse del aale. O meglio: nuovo asse del male. I rapporti sino-russi devono infatti essere accostati a Corea del Nord e Iran, con i quali i legami sono eccellenti. Per l’ammiraglio Usa non ci sono dubbi: sta prendendo forma l’ambiente "più pericoloso mai visto negli ultimi 40 anni" e "dovremmo agire di conseguenza". La collaborazione "tra queste nazioni autoritarie ci pone in un ambiente di sicurezza diverso", ha quindi chiarito Aquilino.

In realtà, negli Stati Uniti, da mesi più che di axis of evil si parla di CRINK, un quadrato molto particolare che comprende le iniziali in inglese di Cina, Russia, Iran e Corea del Nord. Ebbene, questo nuovo asse si sta fondendo mentre l'alleanza occidentale guidata dagli Stati Uniti mostra crepe sistemiche.

Alcuni esempi? L'indispensabile aiuto americano all'Ucraina è stato ridimensionato a causa dell'opposizione repubblicana al Congresso, mentre gli sforzi dell'Ue per affrontare la Russia sono stati sabotati dall'Ungheria.

Né gli Stati Uniti né l'Europa, inoltre, sono stati disposti o in grado di aumentare la produzione militare per far fronte alla recente crescita della Russia nella produzione di munizioni e armi. I CRINK, al contrario, hanno sempre più allineato le loro posizioni, non solo sull'Ucraina, ma anche su altre crisi che li mettono contro gli Usa, come ad esempio la guerra a Gaza.

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