Oggi i fratelli musulmani, l’organizzazione islamista messa al bando dai paesi Arabi, si riuniranno ufficialmente per una tre giorni che unisce conferenze, esposizioni e stand commerciali. Nonostante le contrarietà e i rischi manifestati dalle forze di polizia, questa 40ª edizione segna il grande ritorno del "Congresso del Bourget" dopo sei anni di assenza in cui si era riusciti ad arginare il fenomeno. Organizzato dall’associazione Musulmani di Francia (MF), federazione di associazioni musulmane che nel 2017 ha preso il posto dell’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia (UOIF), questo raduno aveva attirato, secondo gli organizzatori, fino a 170.000 persone nell’edizione del 2013, prima di registrare un calo di affluenza.
A commentare con grande preoccupazione la vicenda è il presidente degli imam francesi, un musulmano che però denuncia quotidianamente il dilagante fondamentalismo islamico: “Oggi si apre a Le Bourget il congresso organizzato dal movimento dei Fratelli Musulmani. Si prevede la partecipazione di 150.000 persone nell'arco di tre giorni. Tre giorni per diffondere un'ideologia tra famiglie, giovani, bambini e studenti. E tutto ciò sta accadendo in Francia, un Paese che, pochi mesi fa, aveva sollevato la questione del divieto di questo movimento a livello europeo. Ricordo chiaramente a tutti i musulmani che negano l'evidenza o sono totalmente all'oscuro: il movimento dei Fratelli Musulmani è vietato - ripeto, vietato - e questo nella maggior parte dei paesi musulmani. In Francia sono riusciti in una cosa: imporsi e dividere”, scrive Chalghoumi.
Il movimento dei fratelli musulmani nasce con l’obiettivo dichiarato di riportare l’Islam al centro della vita pubblica, politica e sociale. Fondata nel 1928 da Hassan al-Banna in Egitto, si presentano fin dall’inizio come un movimento di riforma religiosa ma anche come un progetto politico strutturato.
Per loro l’Islam non è solo una religione, è un sistema completo che deve regolare ogni aspetto della società, dallo Stato al diritto, dall’economia ai comportamenti individuali. Da qui deriva l’idea centrale che la legge islamica, la sharia, debba essere la base dell’ordinamento politico.