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“Nulla che mi facesse sospettare”. Bill Clinton sul caso Epstein

L’ex presidente aveva testimoniato davanti alla House Oversight Committee sui rapporti con Jeffrey Epstein: negata ogni consapevolezza dei crimini, mentre la deposizione riaccende lo scontro politico a Washington

L'ex presidente Usa, Bill Clinton
L'ex presidente Usa, Bill Clinton
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Nel cuore di una delle vicende più controverse della politica americana contemporanea, l’ex presidente Bill Clinton ha testimoniato alcuni giorni fa davanti alla House Oversight Committee nell’ambito delle indagini parlamentari legate ai rapporti con il finanziere Jeffrey Epstein.

La pubblicazione dei video delle deposizioni ha attirato l’attenzione della stampa internazionale, che ha sottolineato la portata simbolica dell’evento: per la prima volta un ex presidente statunitense è stato chiamato a rispondere formalmente davanti al Congresso in relazione a legami sociali con una figura successivamente condannata per traffico sessuale e sfruttamento di minori.

Secondo le copie dei filmati relativi al 28 febbraio scorso, resi pubblici oggi, Clinton ha riferito che la sua conoscenza con Epstein nacque perché fu presentato al finanziere dall’allora segretario al Tesoro Larry Summers, il quale descriveva Epstein come una persona “avida di informazioni” interessata a discutere di economia e di questioni politiche. Questo dettaglio, fino ad oggi poco noto, aiuta a ricostruire l’origine del rapporto tra i due e integra le dichiarazioni rese durante l’audizione.

La stampaha inoltre evidenziato che nei video Clinton ha raccontato un episodio in cui l’allora imprenditore e futuro presidente Donald Trump gli disse, in un torneo di golf nei primi anni Duemila, di aver trascorso “alcuni momenti piacevoli” con Epstein prima che il loro rapporto si deteriorasse per motivi immobiliari, ma senza mai accennare a comportamenti impropri.

La deposizione: “Nessuna consapevolezza dei crimini”

Nel corso dell’interrogatorio, Clinton ha descritto il suo rapporto con Epstein come una conoscenza limitata a contesti pubblici e filantropici. Ha spiegato che i contatti avvennero soprattutto quando Epstein lo aiutava a organizzare viaggi per iniziative umanitarie e di cooperazione globale con la sua fondazione. Clinton ha affermato di aver voluto interrompere ogni rapporto con Epstein già dopo il 2003, anni prima che il finanziere fosse condannato nel 2008 per reati sessuali.

I video appena pubblicati mostrano un momento in cui Clinton risponde alla domanda su una fotografia emersa tra i cosiddetti “Epstein Files”, in cui compare in una vasca idromassaggio con una donna non identificata: ha spiegato che l’immagine è stata probabilmente scattata durante un viaggio in Brunei per un evento legato alla sua iniziativa contro l’AIDS, che includeva personalità internazionali, e ha ribadito che la donna non era minorenne e che non ha avuto rapporti sessuali con lei.

Clinton ha anche negato qualsiasi coinvolgimento sessuale o conoscenza dei reati di Epstein o dell’associata Ghislaine Maxwell, sostenendo di non aver mai assistito a segni di traffico o sfruttamento durante i loro incontri e di considerare Epstein, nel periodo delle loro interazioni, un finanziatore interessato soprattutto agli affari e alla filantropia.

Hillary Clinton e il clima politico a Washington

Il giorno precedente alla deposizione dell’ex presidente aveva testimoniato anche Hillary Clinton. Nella sua audizione ha ribadito di non ricordare incontri diretti con Epstein né visite alle sue proprietà, e ha criticato l’atteggiamento di alcuni membri della commissione, definendo alcune domande ripetitive e poco orientate alla ricerca della verità.

La diffusione dei video ha mostrato momenti di tensione, con scambi duri tra la Clinton e parlamentari repubblicani, e ha acceso il dibattito sul ruolo del Congresso nel richiedere deposizioni così pubbliche riguardo figure di spicco della politica statunitense.

Implicazioni globali e precedenti istituzionali

Pur non essendoci accuse di reato nei confronti dei Clinton, la natura stessa della testimonianza imposta a un ex presidente costituisce un precedente istituzionale. Questo scenario ha sollevato discussioni sui limiti delle investigazioni parlamentari e sulle relazioni tra potere legislativo e figure di caratura internazionale.

Nel panorama politico statunitense, il caso continua ad avere riflessi indiretti anche sul presidente Trump, citato nei video e oggetto di pressioni da parte di alcuni democratici affinché anche lui deponga sotto giuramento, mentre repubblicani fanno muro, sostenendo che indagini di questo tipo dovrebbero spostarsi su altri interlocutori con legami più diretti con Epstein.

Clinton ha, inoltre, ribadito con fermezza la propria posizione: “So cosa

ho visto e, soprattutto, cosa non ho visto. So cosa ho fatto e, soprattutto, cosa non ho fatto. Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato”, rispondendo alle domande anche su foto e documenti recentemente emersi.

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