A quasi due anni dall’ultima ondata di psicosi, a Parigi torna l’allarme cimici dei letti. Questa volta a essere colpita è la Cinémathèque Française, uno dei luoghi simbolo della cultura cinematografica mondiale, costretta a chiudere per un mese tutte le sue sale di proiezione dopo la scoperta di un’infestazione che avrebbe interessato le poltrone all’inizio di novembre.
Le prime segnalazioni
Il 7 novembre la Cinémathèque ospitava una proiezione speciale del primo film della serie Aline e una masterclass con Sigourney Weaver, alla presenza di circa 400 spettatori. È in questa occasione che alcuni partecipanti avrebbero notato strani movimenti sui sedili.
A lanciare l’allarme è stato lo spettatore Madani Bendjellal, che ha raccontato l’episodio sui social, corredato da una foto dell’insetto, dopo aver avvisato senza successo la direzione. "Il mio amico, che indossava dei jeans chiari, ha visto delle piccole macchie muoversi. Ne ha schiacciata una: erano cimici dei letti", ha dichiarato. "Il direttore mi ha voltato le spalle dicendomi di mandare una mail di reclamo". Il racconto si è presto diffuso, spingendo la direzione della Cinémathèque a disporre controlli immediati.

La decisione: sale chiuse per un mese
Il 28 novembre l’istituzione ha annunciato una chiusura eccezionale di tutte le quattro sale cinematografiche, per consentire un intervento di disinfestazione totale. Nel comunicato ufficiale si legge: "Per garantire un ambiente sicuro e confortevole, la Cinémathèque rafforzerà il protocollo di prevenzione e trattamento contro le cimici dei letti. Le sale rimarranno chiuse per un mese per consentire un trattamento completo".
Secondo la direzione, tutte le poltrone verranno smontate e trattate singolarmente con vapore secco a 180 gradi, più volte, prima di essere sottoposte al controllo di cani addestrati. Lo stesso trattamento sarà effettuato anche sui tappeti. Gli spazi espositivi, la biblioteca e il ristorante, invece, rimarranno aperti al pubblico.
Spettatori morsi e segnalazioni multiple
Le segnalazioni non sono state isolate. Oltre a Bendjellal, altri spettatori hanno confermato di essere stati morsi durante la serata con Weaver. "Le vedevamo correre sui sedili e perfino sui vestiti", ha raccontato un abituale frequentatore, citato da Le Parisien. Un altro spettatore ha riferito che si trattava della seconda volta in un mese in cui notava morsi sospetti dopo una visita alla Cinémathèque.
Cimici dei letti: un problema ricorrente a Parigi
Le cimici dei letti (Cimex lectularius) sono piccoli insetti ematofagi, non più lunghi di mezzo centimetro. I loro morsi non rappresentano un pericolo sanitario grave, salvo allergie, ma provocano prurito, arrossamenti e, soprattutto, una forte componente di disagio psicologico: ansia, disturbi del sonno e sensazione di invasione. Sono anche estremamente difficili da debellare, a causa della loro resistenza e della capacità di annidarsi in fessure e tessuti.
A Parigi il problema è noto da anni. Nel 2023, quando la città si preparava alle Olimpiadi, l’infestazione aveva raggiunto dimensioni tali da richiedere l'intervento del governo, con cimici avvistate anche sui trasporti pubblici.
Tra allarme reale e psicosi collettiva
Nell’autunno 2023, l’allora ministro dell’Europa Jean-Noël Barrot aveva parlato di una "psicosi amplificata artificialmente sui social da account di ispirazione russa", sospettati di diffondere false notizie e collegamenti infondati tra migranti ucraini e infestazioni. Il caso attuale della Cinémathèque, però, appare privo di elementi riconducibili alla disinformazione: le segnalazioni sono concrete e documentate, e la direzione ha scelto di intervenire immediatamente.
Un colpo pesante per un’istituzione culturale
La chiusura temporanea rappresenta un duro colpo per uno dei centri cinematografici più prestigiosi d’Europa, che da decenni ospita retrospettive, masterclass, restauri, programmi educativi e incontri con i grandi del cinema mondiale.
In attesa della riapertura, prevista per fine dicembre, resta forte il disagio dei tanti spettatori coinvolti e la consapevolezza che, ancora una volta, Parigi debba affrontare un problema che ciclicamente ritorna.