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Trump illusionista che fa sparire Khamenei e Maduro: il video virale condiviso da Milei

Il presidente dell’Argentina ha pubblicato la clip che spopola sui social al grido di “viva la libertad carrajo”

Trump illusionista che fa sparire Khamenei e Maduro: il video virale condiviso da Milei
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Nicolas Maduro e Ali Khamenei che vengono fatti “sparire” da Donald Trump. È uno dei tanti video che stanno invadendo la rete in questi giorni e che è diventato virale, tanto da essere stato pubblicato anche da Javier Milei al grido di “viva la libertad carrajo”, letteralmente “viva la libertà caz…”. È lo slogan inventato da Milei che in questo caso diventa un inno alla liberazione da due dei più temibili dittatori che hanno afflitto il mondo negli ultimi decenni. In questa clip realizzata con l’intelligenza artificiale, si vede il tycoon in versione illusionista che copre i due dittatori con un drappo e poi, davanti a una platea nella quale compaiono anche Giorgia Meloni, lo stesso Milei e Bibi Netanyahu, li fa sparire tra gli applausi.

È un video AI generated, ovviamente, ma che rappresenta plasticamente il nuovo asse geopolitico che si sta delineando agli occhi di milioni di utenti. La narrazione visiva è immediata: Trump, nelle vesti di un demiurgo della libertà, utilizza il palcoscenico globale per cancellare simbolicamente i volti dell'oppressione, mentre i leader che condividono una visione sovranista e liberale e approvano.. Se un tempo il racconto necessitava di apparati statali e tempi lunghi di produzione, oggi un video generato dall'intelligenza artificiale può raggiungere milioni di persone in pochi secondi, scavalcando ogni mediazione giornalistica

I video Usa o israeliani che mostrano le immagini della guerra con la musica della macarena in sottofondo o con gli audio virali come “Jet2Holidays” operano uno scollamento cognitivo profondo. La guerra smette di essere percepita come una tragedia umana per diventare un contenuto di intrattenimento da scrollare tra decine di altri.

Utilizzando gli audio virali di TikTok e Instagram, le forze armate o i sostenitori di una fazione riescono a "bucare" l'algoritmo, raggiungendo un pubblico giovanissimo che altrimenti ignorerebbe i bollettini di guerra tradizionali.

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