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"Turbata dai tempi in cui viviamo". Il discorso di Carlo III in onore della regina Elisabetta II

Il sovrano del Regno Unito ha reso omaggio alla madre con un discorso che ripercorre la sua lunga esistenza, ma anche le sofferenze superate

The Royal Family Channel / Youtube
The Royal Family Channel / Youtube

Il 21 aprile 2026 la regina Elisabetta avrebbe compiuto 100 anni. Molti cercano di immaginare cosa l’amatissima sovrana avrebbe detto o fatto vedendo i drammi che la royal family sta attraversando in questo periodo a causa dell’ex principe Andrea, ma anche come avrebbe reagito di fronte alla tragica situazione internazionale. Non sono semplici curiosità: Elisabetta II è stata un modello da cui trarre ispirazione, un esempio di stabilità e grande senso di responsabilità. Re Carlo III ha provato a rispondere a questi quesiti attraverso un discorso diffuso sui profili social e sul sito ufficiale dei Windsor a mezzanotte del 21 aprile (ora di Londra). Sua Maestà ha ripercorso, attraverso le parole e le immagini tratte dagli eventi più significativi del regno di Elisabetta, l’epoca straordinaria di una monarca entrata nella Storia già in vita.

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“Devota alle persone”

Per commemorare i 100 anni dalla nascita della regina Elisabetta II Re Carlo III ha scelto di registrare il suo discorso nella biblioteca del Castello di Balmoral, il luogo in cui sua madre morì l’8 settembre 2022. Sua Maestà ha voluto sottolineare l’importanza della figura di Elisabetta per la Corona e per la famiglia reale: “Oggi, mentre celebriamo quello che sarebbe stato il centesimo compleanno della mia amata madre, la mia famiglia e io ci fermiamo a riflettere sulla vita e sulla perdita di una sovrana che ha significato così tanto per tutti noi e per commemorare ancora una volta le tante benedizioni del suo ricordo”.

Uno dei passaggi più intensi del discorso riguarda, però, il ruolo a cui Elisabetta era predestinata: “La promessa mantenuta con il destino ha plasmato il mondo attorno a lei e toccato le vite di innumerevoli persone nella nazione, nel Commonwealth e oltre”. La parola “promessa” sembrerebbe rievocare un altro celebre discorso, quello che l’allora principessa Elisabetta pronunciò a Cape Town il 21 aprile 1947, in occasione del suo ventunesimo compleanno, quando disse: “Dichiaro davanti a voi tutti che la mia intera vita, breve o lunga che sia, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale a cui tutti noi apparteniamo”.

Nel suo intervento Carlo III ha anche messo in evidenza che la Regina ha attraversato “ogni trasformazione”, ogni “cambiamento” del suo tempo “rimanendo salda, risoluta e pienamente devota alle persone che ha servito”. Il Re ha rammentato la capacità di sua madre di aiutare gli altri anche con un semplice gesto, di lasciare un ricordo positivo e indelebile di sé, ma anche la sua spensieratezza.

In particolare Carlo ha citato un divertente video girato per il Giubileo di Platino (2022) che nessuno ha dimenticato: “Molti la ricorderanno per i momenti significativi per la nazione. Molti altri per un breve incontro personale, un sorriso, una parola gentile in grado di sollevare il morale, o per quel meraviglioso luccichio negli occhi mentre condivideva un panino alla marmellata con l’orso Paddington negli ultimi mesi della sua vita”.

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“I tempi in cui viviamo”

Il passaggio più importante del discorso di Carlo, però, tenta di interpretare il pensiero della regina Elisabetta di fronte alle guerre e alla violenza di cui ci arriva notizia tutti i giorni: “Temo che molte cose dei tempi in cui viviamo l’avrebbero profondamente turbata”. Impossibile non chiedersi se questa frase abbia anche un significato più nascosto, un riferimento indiretto ai più recenti guai dell’ex principe Andrea.

In ogni caso Re Carlo rimane ottimista, proprio come lo era la regina Elisabetta II: “Trovo conforto dalla sua convinzione che il bene prevarrà sempre e che un’alba più luminosa non è mai lontana all’orizzonte”. Il sovrano ha poi citato il primo discorso pubblico di sua madre, pronunciato quando aveva solo 14 anni, in cui chiedeva a tutti di impegnarsi “per rendere il mondo di domani un posto migliore e più felice”. Per Carlo è “una convinzione che condivido con tutto il mio cuore”.

In conclusione Sua Maestà ha auspicato che ognuno di noi sappia agire per il bene, oltre le “differenze”, “cercando di seguire questo esempio, facendo in modo che oggi non si commemori una ricorrenza percepita attraverso l’assenza, bensì la celebrazione di una vita ben vissuta, di un’eredità di speranza, mentre lottiamo insieme per ‘un futuro migliore e

più felice’, fondato sulla pace, la giustizia, la prosperità e la sicurezza…”. Infine un ultimo ricordo toccante per Elisabetta: “Dio ti benedica mia cara mamma. Rimani per sempre nei nostri cuori e nelle nostre preghiere”.

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