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Bossi, bagarre della sinistra per il suo ricordo al Comune di Milano

Il Pd in sala consiliare attacca il Senatur, la sinistra al Municipio 3 nega il minuto di silenzio: “Fatto grave e inaccettabile”

Bossi, bagarre della sinistra per il suo ricordo al Comune di Milano
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Il tributo a Umberto Bossi al Comune di Milano e nelle municipalità ha creato scompiglio. Il fondatore della Lega è stato riconosciuto anche da Sergio Mattarella come un protagonista della politica italiana degli ultimi decenni e ha ricevuto l’omaggio dai leader nazionali di tutti i partiti. Tuttavia anche il ricordo di una persona scomparsa si è trasformato in un’occasione per fare polemica da parte della sinistra. O, almeno, di una sua parte.

“Personalmente, pur appartenendo a una cultura politica distante nei modi, nei toni e nelle idee, da quella di Umberto Bossi, non posso che unirmi ai tanti commentatori che ne hanno riconosciuto le doti di leadership e soprattutto la capacità di lettura della società, certamente di una parte di quella del Nord Italia, tra la fine degli anni '80 e '90, e di coinvolgimento di tante e tanti in un progetto politico nato in Lombardia e poi cresciuto in tutto il Paese”, ha dichiarato la vice presidente dell'aula Roberta Osculati, esponente del Partito democratico al comune di Milano. Ma dal suo stesso partito si sono sollevate le proteste, come quella del consigliere Michele Albiani, che ha criticato il fatto di tributare un minuto di silenzio nell'aula consiliare a Bossi, "colui che ha sdoganato l'odio nei confronti di chi non è del Nord, colui che aveva detto mai con i fascisti. Vergogna, avete fatto un minuto di silenzio per chi ha sdoganato questo razzismo". Dai banchi dell’opposizione di centrodestra si sono sollevate proteste e cori contro l’interruzione di una commemorazione, arrivando alla sospensione della seduta.

Tensioni si sono registrate anche nel Municipio 3, dove la commemorazione di Bossi non è stata nemmeno consentita. Un “fatto grave e inaccettabile”, lo definiscono Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega, e Davide Rampi, consigliere e capogruppo della Lega in Municipio 3. “La presidente Antola e il Consiglio di Municipio hanno negato la richiesta di un minuto di silenzio per Umberto Bossi. Un gesto che non è solo una scelta politica, ma un atto oltraggioso nei confronti delle istituzioni e della storia democratica del nostro Paese”, hanno aggiunto. “Parliamo di una figura che è stata riconosciuta come ‘vero democratico’ anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal sindaco di Milano Giuseppe Sala”, si legge ancora nella loro nota. Parole, spiegano, “che dovrebbero far riflettere chi oggi, per puro pregiudizio ideologico, sceglie di voltarsi dall’altra parte.

Questa decisione rappresenta un precedente pericoloso e un modo becero di fare politica, che divide anziché unire e che manca di rispetto non solo a una persona, ma a un pezzo importante della nostra storia istituzionale”.

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