Stella Ovidia Boggio, la 34enne che ieri è stata condannata a 21 anni di reclusione per l’omicidio del compagno, Marco Magagna, avrebbe tentato il suicidio. Come riporta il Corriere della Sera, la donna, madre di un bimbo di 9 anni, è ricoverata in ospedale a Garbagnate Milanese (Milano), ma ora è fuori pericolo.
Cosa è successo
Il drammatico episodio risale alla notte tra il 4 e il 5 febbraio. Boggio era a casa dei genitori a Limbiate, in provincia di Monza e Brianza, dove da circa un anno si trova agli arresti domiciliari. Secondo quanto confermato da fonti legali al giornale di via Solferino, la 34enne avrebbe assunto una quantità imprecisata di farmaci nel tentativo di togliersi la vita. L’intervento tempestivo dei soccorsi ha evitato il peggio. I carabinieri della compagnia di Desio sono stati informati del tentato suicidio.
La condanna a 21 anni di reclusione
La condanna ha spiazzato non solo Boggio, ma anche i suoi difensori. I giudici della Corte d’Assise di Monza, presieduta da Stefania Donadeo, hanno inflitto all’imputata una pena a 21 anni di reclusione per l’omicidio del compagno Marco Magagna, ucciso con una coltellata al petto la notte tra il 6 e il 7 gennaio del 2025 al culmine di un litigio avvenuto in casa a Bovisio Masciago. La richiesta del pm Alessio Rinaldi, che aveva sostenuto la tesi del “dolo d’impeto”, era stata invece di 14 anni. “Dall’istruttoria è emerso che Boggio ha subito maltrattamenti dal compagno, in una relazione durata pochi mesi ma molto turbolenta. - aveva spiegato il pubblico ministero durante la requisitoria - Ma questo non la esenta dalle sue responsabilità. Nel momento in cui ha vibrato un colpo secco al cuore dell’uomo, infilando una lama di 18 centimetri nel petto, non poteva non aspettarsi che quel corpo lo avrebbe ammazzato”. Ad ogni modo, i giudici hanno ritenuto le aggravanti generiche equivalenti rispetto all'unica aggravante contestata, quella del legame affettivo, decidendo per una pena superiore a quella richiesta dalla pubblica accusa.
La versione di Boggio
Secondo la versione fornita dalla donna, la notte tra il 6 e il 7 gennaio del 2025, avrebbe discusso con il compagno, Marco Magagna, il quale l’avrebbe presa a schiaffi e scaraventata sul pavimento. A quel punto la 34enne, nel tentativo di difendersi dall’aggressione, avrebbe afferrato un coltello da cucina e pugnalato al petto il fidanzato. Dopodiché si è costituita, raccontando ai carabinieri che da tempo subiva presunti maltrattamenti da parte dell’uomo.
I legali della donna hanno sempre sostenuto la tesi della legittima difesa, mentre per l’accusa si sarebbe trattato di un omicidio volontario aggravato. Sebbene la relazione fosse viziata da dinamiche tossiche, i giudici hanno evidenziato che Boggio avrebbe potuto porre fine al fidanzamento o chiedere aiuto. Da qui la condanna a 21 anni di reclusione.