«Abbiamo triplicato gli equipaggi in poco più di un anno e mezzo. Da 35-40 macchine per turno a 140 la mattina, 140 il pomeriggio, 9-11 la notte». Gianluca Mirabelli, comandante della Polizia locale di Milano dal primo ottobre 2024, non nasconde la soddisfazione nel fare il punto su un corpo profondamente rinnovato. «Quando ho preso in mano il comando, l'organico era intorno alle 2.007 unità. Oggi siamo a 3.250, grazie a oltre 1.100 assunzioni che hanno sostituito pensionamenti e mobilità».
Il ringiovanimento è totale: l'età media è scesa da 53 a 47 anni. «Abbiamo una generazione di ragazzi giovani, volenterosi, disciplinati. Certo, gli va data la possibilità di sbagliare: non c'è più l'anziano da affiancare come un tempo, ma lo spirito di corpo è fortissimo». Il decreto sicurezza (DL 23/2026) ha dato una mano decisiva. «Prima chi aveva un coltello con lama oltre i 15 centimetri se la cavava spesso con denuncia a piede libero. Oggi, specie se pregiudicato, scatta l'arresto in flagranza e il rischio carcere». Esempio concreto: l'arresto recente di un uomo nel tunnel di via Gattamelata, al Portello, trovato con un coltello. «Il nuovo decreto ci permette interventi più incisivi, anche come
deterrente. E aiuta pure in casi di fuga dopo incidenti. Che per fortuna non sono frequenti, ma accadono».
Le pattuglie sono ovunque. «Oltre alle auto di istituto, ci sono unità investigative e operative. Nei weekend mettiamo 30-40 equipaggi in più la sera e la notte. Facciamo pattuglioni mediamente 15 volte al mese, soprattutto venerdì e sabato». I numeri parlano chiaro: richieste di intervento allo 02.02.08 superano stabilmente le mille al giorno (ieri 1.119, l'altro ieri 1.066). «Incidenti stradali tra 35 e 42 al giorno, inclusi codici verdi. Il resto? Passo carrabile ostruito, cane che abbaia, lite in famiglia, abusivi al mercato, movida molesta».
Il cambiamento più evidente: «Prima su mille richieste ne lasciavamo di inevase 300-400 per mancanza di mezzi. Oggi inevase sono 70-90 al massimo. Andiamo quasi sempre». E gli interventi di iniziativa? «Erano il 10 per cento del totale. Oggi arrivano al 70-72 per cento. L'abusivo al mercato non aspetta più la chiamata: la pattuglia passa e interviene. Lo stesso vale per i furti in metro, nei supermercati, negli hotel: vediamo la gente scappare dalle guardie giurate e li blocchiamo sul fatto».
La collaborazione con le altre forze è ottima. «Con Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza facciamo interventi
congiunti almeno una o due volte a settimana: posti di blocco, controlli antirapina fuori dai centri commerciali, anticontraffazione per le Olimpiadi».
«In strada i ragazzi giovani di tutti i corpi si parlano, si coordinano. Non è più ognuno per sé come anni fa». I reati da strada restano il core business: furti di bici, portafogli, cellulari, collanine, rapinette, microspaccio. «Quelli più fastidiosi per il cittadino comune. La movida porta problemi nuovi: risse, schiamazzi fino a tardi, a volte chiusure locali per violazioni gravi. Il questore lo dice sempre: la gente sta fuori fino a notte fonda, aumentano i rischi. Noi presidiamo».
Non tutto è rose e fiori: «Con tanti giovani in strada, c'è chi sbaglia, magari un approccio meno educato. Ma in un Corpo di 3.
200 persone può essere considerato fisiologico. L'andazzo generale è positivo». Il comandante Mirabelli chiude con un certo ottimismo: «Abbiamo più ghisa di prossimità, pattuglioni serali, controlli capillari. Il cittadino lo sente: oggi la città è più presidiata».