Raffaele Grassi, milanese, ex consigliere comunale, tassista, com'è la situazione delle strade, voi che le vivete tutti i giorni?
«Il nostro incubo sono le buche, ma soprattutto la preoccupazione sono i pavè: da via Torino a Porta Romana, da Turati a via Manzoni, è uno slalom quotidiano».
Come fate?
«La nostra salvezza quotidiana è il navigatore che fa da sentinella: diciamo che per portare i clienti da una parte all'altra delle città noi non ne avremmo bisogno perché conosciamo le strade, ma il navigatore è diventato uno strumento di lavoro fondamentale perché segnala buche e masselli rialzati e così possiamo eventualmente cambiare itinerario se la strada che avevamo programmato risulta troppo accidentata. Anche perché abbiamo diverse segnalazioni al giorno e non solo indica eventuali ostacoli sulla carreggiata come un veicolo fermo, ma anche se c'è un buca, se persiste o se è stata riparata, se c'è un massello divelto o se è stato rimosso. Il problema è che evidentemente gli addetti ai lavori non sanno più posare i masselli: a volte, infatti, li fissano con l'acqua, a volte con la sabbia, ma il problema è che i masselli, soprattutto nelle vie molto trafficate, continuano a saltare».
Il pavè si trova soprattutto in centro.
«È nella Cerchia dei Bastioni che rileviamo problemi quotidiani. Poi non è che io o i miei colleghi abbiamo il tempo di fare le segnalazioni al Comune ogni volta che troviamo una buca o un massello divelto, lo evitiamo e basta. La prova è che dopo l'estate, con l'asfaltatura di un tratto di via Meravigli, la situazione è migliorata radicalmente».
Si tratta solo di un pezzo.
«Appena si supera via Meravigli e finisce l'asfalto, ci si ritrova in corso Magenta e si è punto a capo».
L'altro problema riguarda le riparazioni delle buche che si formano nell'asfalto. Un ulteriore problema.
«Laddove vengono eseguite le asfaltature attorno ai binari, come per esempio nella corsia preferenziale di via Lancetti dove passano il tram e i taxi, si sono presentate già delle nuove crepe e sono passati solo 8 mesi. Quando ero in consiglio io, una decina di anni fa, quella riparazione venne fatta due o tre volte: significa che non c'è molta cura nell'esecuzione dei lavori di riparazione, evidentemente la qualità dell'asfalto che viene usato non è delle migliori».
Quanto spende di manutenzione della macchina ogni anno?
«Quello che posso dire è che ho dovuto cambiare auto, operazione che mi è costata moltissimo, perché ho dovuto scegliere un veicolo molto più solido. Bene o male la macchina deve sopportare determinate situazioni critiche e sollecitazioni, ma il vero problema si presenta con la pioggia, quando le buche diventano delle trappole».
In che senso?
«Se non piove, grazie appunto al navigatore riusciamo ad evitarle, ma con la poggia le buche diventano delle trappole perché si riempiono d'acqua diventando invisibili.
Se si finisce nella buca, allora sono guai perché si rischia di rompere il braccetto che costa centinaia di euro o l'avantreno. E a questo si aggiunge il costo del fermo del servizio. Per non parlare delle spese legali, se si decide di intentare causa al Comune».