L'alba milanese ha un sapore amaro quando è la Squadra mobile a suonare il campanello. Ieri mattina, mentre la nebbia si aggrappava ancora ai lampioni di via Padova, il dirigente Alfonso Iadevaia ha coordinato un blitz chirurgico contro i «maranza» in erba. Nove denunce, tra Milano e l'hinterland: cinque minorenni, uno con la torta di compleanno ancora fresca (appena 14 anni), gli altri con precedenti da manuale furti con strappo, rapine lampo - i reati che fanno tremare le signore con la borsa firmata.
Guidati dal pm Maura Ripamonti del tribunale ordinario e dalla pm Sabrina Ditaranto del tribunale dei Minori, gli investigatori hanno perquisito case modeste, armadi stipati, cassetti segreti. Risultato? Armi vere e finte, oggetti atti a offendere di ogni foggia. Accuse pesanti: porto illegale di armi, minacce, accensioni pericolose, roba da far venire i brividi a chi abita quei quartieri.
Tutto nasce da Capodanno, quella notte in cui i botti veri hanno coperto i petardi. Segnalazioni a pioggia: spari in strada, quartieri in allarme, residenti che chiamano il 112 terrorizzati. Via Padova, il cuore multietnico che pulsa tra kebab e trap in cuffia; la zona popolare di San Siro, intorno a piazzale Selinunte; viale Monza.
La Mobile non ha bussato a caso. In questi mesi ha setacciato Instagram e TikTok come un archeologo digitale: video in cui i ragazzi si esibiscono, pistole in pugno, pose da trapper miliardario, minacce urlate contro nemici immaginari o reali, accensioni di fuochi d'artificio sparati come proiettili. Frame estrapolati, volti riconosciuti, geolocalizzazioni incrociate. Quei social che per loro sono palcoscenico si sono trasformati in verbale d'arresto.
Precedenti? Rapine, strappi di borsa in metropolitana, furti che finiscono in risse. Classici reati da «maranza», quel fenomeno che a Milano divide: per alcuni folklore giovanile, per altri piaga da estirpare.
Nove denunce: numeri che pesano in una città che corre veloce. Armi sequestrate nelle abitazioni, armi giocattolo, ma che ne sa chi sente gli spari e si spaventa? Minacce registrate, video virali che diventano prove. I ragazzi si sentivano invincibili dietro lo schermo: like, cuoricini, commenti frate sei un mito. Invece il mito si è scontrato con la realtà: perquisizioni all'alba, manette metaforiche per i minori, fascicoli che si aprono.
Questi «maranza» termine che divide ma descrive vivono di esibizionismo digitale. Postano per sembrare duri, per guadagnare rispetto nella crew. Ma il rispetto vero non arriva da un video con pistola scarrellata: arriva dal non finire in cella a 14 anni.
Via Padova: odori di spezie, voci in arabo e albanese, giovani che sfrecciano in scooter truccati. Piazzale Selinunte: palazzi popolari, campi da basket improvvisati, ma anche zone dove la sera meglio non passeggiare da soli.
Viale Monza: traffico infinito, locali aperti fino a tardi, marciapiedi che diventano palestre di arroganza.Capodanno ha acceso la miccia. Spari veri in strada, non solo fuochi artificiali. Residenti esasperati, denunce che si accumulano. La Mobile ha collegato i puntini: dai social alle case, dai like alle perquisizioni.