Un’altra tragedia scuote la città di Bisceglie, in Puglia: nella serata di ieri è stato ucciso nel ristorante in cui lavorava Angelo Pizzi, 62 anni, responsabile di sala di un locale in via Gramsci (“Spaghetteria numero 1”) che si è trovato nella traiettoria dei proiettili. Sul posto sono giunte con tempestività le forze dell’ordine che indagano sulla dinamica della sparatoria oltre alla Scientifica per tutti i rilievi del caso.
Cosa è successo
Secondo le ricostruzioni di giornali e tv locali, intorno alle ore 21 due individui con il volto coperto avrebbero fatto irruzione nel ristorante aprendo il fuoco. Il bersaglio, però, non era Pizzi che ha avuto la sfortuna di trovarsi in mezzo ai proiettili che lo hanno colpito mortalmente. Gli investigatori sono a lavoro per capire a chi fossero rivolti i colpi, probabilmente al titolare del ristorante, circa una quindicina: tra le ipotesi si pensa anche a un agguato al termine di una lite. In ogni caso, il responsabile di sala era un incensurato e godeva di fama e stima da parte di chi lo conosceva.
La condanna del sindaco
“A testa alta e senza paura. Non si può abbassare lo sguardo davanti alla criminalità. Siamo con il Prefetto, con la Magistratura, con le Forze dell’Ordine. Bisceglie ha scelto da che parte stare. Dobbiamo essere uniti per riportare sul territorio legalità e giustizia. Ognuno deve fare la propria parte”, ha scritto su Facebook il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano.
Quel “legame” con il 19 aprile
Purtroppo, la città pugliese non è nuova a casi di cronaca come quello delle ultime ore: il 19 aprile scorso, infatti, una sparatoria ha colpito una discoteca dove è rimasto ucciso il 43enne Filippo Scavo. In quel caso, il reato ipotizzato è omicidio con il movente mafioso.
Tra le ipotesi iniziali al vaglio degli inquirenti è che, i due omicidi nel giro di meno due settimane, possano avere qualche “legame” con la sparatoria nella discoteca ma serviranno le prossime ore e nuove evidenze per includere o escludere definitivamente i due episodi.