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Bisceglie, sparatoria in una discoteca: morto un 43enne

La vittima, Filippo Scavo, è stato raggiunto da un colpo di pistola alla base del collo. Sulla vicenda indaga la Direzione distrettuale antimafia di Bari con l’ipotesi di omicidio con aggravante mafiosa

Bisceglie, sparatoria in una discoteca: morto un 43enne
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Tragedia nella notte in una discoteca di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani, dove un uomo di 43 anni, Filippo Scavo, è stato ucciso a colpi d’armi da fuoco. Secondo quanto emerso dai primi rilievi del nucleo investigativo, della locale Tenenza e della Scientifica, nella sparatoria sarebbero coinvolte più persone, due delle quali erano armate di pistola. Sulla vicenda indaga la Direzione distrettuale antimafia di Bari. Il reato ipotizzato è omicidio con aggravante mafiosa.

La sparatoria

La sparatoria si è verificata intorno alle 4 di questa mattina, domenica 19 aprile, all’interno della discoteca Divine Club (ex Divinae Follie) in via Ponte Lama, alla periferia di Bisceglie. Gli investigatori ritengono che siano stati almeno quattro i colpi di pistola esplosi, uno dei quali ha raggiunto la vittima alla base del collo. Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi, il 43enne è morto poco dopo l’arrivo all’ospedale “Vittorio Emanuele II”.

Le indagini

Un omicidio scaturito da un litigio o da un eventuale regolamento di conti tra clan. Sono queste, al momento, le ipotesi al vaglio dei carabinieri del comando provinciale di Trani e della Tenenza di Bisceglie, anche se non si escludono altre piste. La dinamica dell’accaduto è in corso di accertamento. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti qualificate, gli investigatori hanno già acquisito le registrazioni delle telecamere a presidio della discoteca. Decisive potrebbero essere anche le testimonianze delle persone che, loro malgrado, si trovavano all’interno del locale al momento della sparatoria.

Chi era il 43enne ucciso

Filippo Scavo era residente a Carbonara, rione storico di Bari. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti penali, era ritenuto esponente del clan Strisciuglio. Come riporta il Corriere della Sera, il suo nome figura in numerosi atti giudiziari acquisiti dalla Dda di Bari nell’ambito di alcuni episodi che, negli ultimi anni, hanno coinvolto alcuni esponenti di clan mafiosi del capoluogo pugliese. Inoltre, si farebbe riferimento al 43enne anche nelle informative delle forze dell’ordine confluite nell’inchiesta relativa all’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore il 22 settembre del 2024 durante un conflitto a fuoco nella discoteca Bahia di Molfetta. Ad ogni modo, puntualizza il giornale di via Solferino, “l’omicidio di Scavo non è collegato a quello di Antonella Lopez”.

Il sindacato Silb-Fipe: "Chiediamo forze ordine nei locali"

Il caso è stato commentato dal Silb-Fipe (sindacato italiano locali da ballo). "Noi siamo inermi di fronte a questo fenomeno. In discoteca si va per ballare, per divertisti non perché la gente muoia: chiediamo per l'ennesima volta la presenza delle forze dell'ordine nei nostri locali. Siamo anche disposti a pagare per questo. Non possiamo aprire la sera con quel patema d'animo che succedano fatti del genere", ha detto all'ANSA il presidente nazionale del sindacato.

"Conosco bene il titolare - ha aggiunto - è molto attento alla sicurezza". Quanto all'ingresso nei locali di gente armata, il presidente di Silb-Fibe ha detto: "Se uno si presenta all'ingresso, alza la giacca e fa vedere una pistola, il buttafuori non rischia la vita per 100 euro di paga che prende a serata. Quando una persona arriva armata non c'è nulla da fare". "Credo che la presenza delle forze dell'ordine all'interno delle discoteche - ha evidenziato - possa essere da deterrente. Purtroppo non ci sono uomini e mezzi, ma noi siamo disposti anche a pagare lo Stato per garantirci quella sicurezza che ci è dovuta". "Il problema - ha concluso - non è la discoteca, il problema è la società.

Quando durante la pandemia le discoteche sono state chiuse per due anni, questi fatti succedevano nelle piazze. Anche perché quando succede un fatto del genere il questore chiude il locale, ma mi dice qual è la responsabilità del gestore in questi casi?".

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