In un mese 12 rapine: così agivano gli stranieri della "banda del tombino"

La squadra mobile di Firenze ha tratto in arresto due marocchini già noti alle forze dell'ordine, accusati di essere membri della cosiddetta "banda del tombino"

In un mese 12 rapine: così agivano gli stranieri della "banda del tombino"

Avrebbero messo a segno almeno quindici "spaccate" (dodici delle quali nelle ultime quattro settimane) a danno di altrettante attività commerciali del territorio. E in ognuno di questi casi avrebbero frantumato le vetrine dei negozi con l'ausilio di un tombino, per poi introdursi all'interno del fondo commerciale e fare man bassa di denaro ed oggetto di valore. Queste le accuse delle quali dovranno rispondere i due uomini originari del Marocco arrestati nelle scorse ore dalla squadra mobile di Firenze: il forte sospetto degli inquirenti è che siano proprio loro i componenti più attivi della cosiddetta "banda del tombino" che ormai da mesi terrorizza i commercianti del capoluogo fiorentino. Vero e proprio terrore, al punto che proprio nei giorni scorsi i vertici locali di Confesercenti avevano chiesto un incontro urgente al sindaco di centrosinistra Dario Nardella, chiedendo una "stretta" sui controlli e facendo presente come la situazione stesse ormai diventando insostenibile.

Solo negli ultimi trenta giorni infatti, sono stati almeno dodici gli esercenti toscani che hanno trovato le vetrate dei rispettivi negozi (situati perlopiù nei quarti dell'Isolotto e di Rifredi) distrutte con l'utilizzo di un corpo contundente. Troppi episodi e a distanza troppo ravvicinata l'uno dall'altro per non far pensare ad un collegamento, tanto più che il modus operandi della banda appariva chiaro e ben definito sin da subito: una volta individuato l'obiettivo, per prima cosa asportavano dalla sede stradale il tombino in ghisa più vicino a loro. E una volta sollevatolo, lo lanciavano più volte contro la vetrata d'ingresso, finchè quest'ultima non andava in frantumi. E a quel punto, entravano portando via tutto quel che trovavano, per poi darsi rapidamente alla fuga e far perdere le proprie tracce. Un sistema ben rodato, rivelatosi a quanto pare particolarmente efficace.

Stando a quanto riportato dai quotidiani locali però, è stato l'ultimo colpo commesso ai danni di un negozio di parrucchiere a "tradire" i due stranieri: le forze dell'ordine, da tempo sulle loro tracce, li avrebbero colti in flagrante, quando dopo essersi aperti un varco con il "solito" tombino stavano fuggendo con la cassa. Dagli accertamenti successivamente effettuati, è emerso poi come entrambi fossero già stati condannati in passato per reati analoghi. I marocchini sono quindi stati condotti presso il carcere locale di Sollicciano, su disposizione del pubblico ministero.

Ma l'indagine sta comunque andando avanti, perché gli investigatori non escludono il loro coinvolgimento in azioni analoghe avvenute in altre realtà della provincia fiorentina. E a breve potrebbero esserci ulteriori sviluppi.

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