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"Allontanamento madre ulteriore trauma". Altolà del Garante per l'infanzia sulla famiglia nel bosco

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza è intervenuta sull'ipotesi di allontanare Catherine Birmingham dalla casa famiglia: "Atto ingiustificabile". In arrivo un vademecum sul tema dell'allontanamento dei minori

"Allontanamento madre ulteriore trauma". Altolà del Garante per l'infanzia sulla famiglia nel bosco
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Allontanare la madre dei tre fratellini del bosco dalla casa famiglia sarebbe "un ulteriore trauma" per i bambini . Lo scrive in una nota la Garante per l'infanzia e l'adolescenza Marina Terragni, intervenendo sulla richiesta avanzata dalla tutrice dei minori, l'avvocato Maria Luisa Palladino, di separare Catherine Birmingham dai figli. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, per i responsabili della struttura di Vasto che ospita la famiglia (ad eccezione del padre), la 43enne australiana "si comporterebbe in modo rigido e non collaborativo". Deve "certamente trattarsi di un fraintendimento: non è infatti immaginabile, qualunque sia l’atteggiamento della signora, - precisa Terragni - che ai tre minori si possa infliggere un ulteriore trauma dopo quello del prelevamento dalla loro casa nel novembre scorso".

"Allontanare madre ulteriore trauma per i figli"

Nella nota la Garante per l'infanzia sottolinea come "il trauma della separazione dalla famiglia" sia "un atto giustificabile solo in via eccezionale, ovvero quando i rischi della permanenza in famiglia superino in modo indiscutibile quelli connessi al trauma da separazione, indiscutibilità che in questo come in molti altri casi resta tutta da valutare". Un "nuovo trauma" potrebbe comportare "conseguenze per la salute psicologica ed emotiva dei bambini il cui superiore interesse è e deve restare saldamente al centro di ogni iniziativa che li riguardi".

"Valutazione del tribunale si svolga in tempi rapidi"

Terragni esprime preoccupazione per le tempistiche delle perizie psichiatriche a cui dovranno essere sottoposti i coniugi Trevallion-Birmingham al fine di valutare l'idoneità genitoriale: "Come si sa, quattro mesi, a cui vanno aggiunti i quasi due mesi già trascorsi in casa famiglia, per i bambini sono un tempo infinito, anche se il caso dei minori Trevallion non figura certamente tra i peggiori. - si legge ancora nella nota - Si conoscono casi di bambini la cui permanenza in struttura supera di gran lunga, causa proroga, il limite massimo di 24 mesi disposto dalla legge. La tempistica dei procedimenti giudiziari purtroppo mal si adatta ai ritmi evolutivi di un minorenne". Pertanto la Garante per l'infanzia auspica che la valutazione psicodiagnostica, disposta dal tribunale de L'Aquila, si svolga "in tempi più rapidi di quelli preventivati, essendo a quanto pare esclusa la possibilità che nell’attesa i bambini possano ricongiungersi ai loro genitori".

"In arrivo un vademecum"

Nelle righe conclusive del comunicato, Terragni annuncia l'imminente presentazione di un "vademecum" al fine di fare chiarezza sul tema dell’allontanamento dei minori dalle loro famiglie, nonché "l’avvio, a breve, di corsi di formazione destinati alle forze dell’ordine, agli avvocati, ai tutori, ai curatori speciali dei minori e agli operatori coinvolti a ogni livello in questi procedimenti".

Nei giorni scorsi, intervenendo in conferenza stampa con i giornalisti, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva rivelato di aver chiesto al Guardasigilli Carlo Nordio un monitoraggio del numero di minori sottratti alla famiglie, avanzando l'idea di poter istituire due registri - uno nei tribunali e l'altro presso la Presidenza del Consiglio - per avere un censimento completo dei casi.

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