Ci sono novità circa il caso Garlasco. Nel corso della giornata di oggi - giovedì 29 gennaio - la gip del tribunale di Pavia Daniela Garlaschelli ha respinto la richiesta di incidente probatorio sui pc di Alberto Stasi e Chiara Poggi. Un duro "no" da incassare per la difesa di Andrea Sempio che aveva deciso di adottare questa strategia per individuare un possibile movente.
Lo scopo dei legali di Andrea Sempio, infatti, era quello di ricercare un movente alternativo che scagionasse il loro assistito. Fra le tante ipotesi, quella che potesse esistere un video intimo girato fra Chiara Poggi e Alberto Stasi. Secondo questa ricostruzione, la vittima sarebbe venuta a conoscenza di tale video (oppure di una cartella con file pornografici catalogati) e da ciò sarebbe scoppiata la lite con l'allora fidanzato. Lite sfociata poi in omicidio. Una ricostruzione abbastanza debole, anche alla luce degli elementi emersi in questi mesi. Una ricostruzione che non sembra aver convinto la gip, la quale ha respinto la richiesta.
Stando a quanto riportato dalle agenzie di stampa, Daniela Garlaschelli ha fatto presente che le analisi richieste dai legali di Sempio sono già oggetto della procura di Pavia, che sta effettuando accertamenti sul pc di Stasi ma anche su quello di Chiara Poggi. Secondo la gip, dunque, manca il presupposto per una perizia "terza" sui due computer. La procura di Pavia ha incaricato un proprio consulente di effettuate i necessari accertamenti in data 20 gennaio. Il consulente tecnico ha fatto sapere che l'attività sulle due copie forensi dei pc non supera i 60 giorni.
Di perizia sui pc hanno parlato anche gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, affermando che la sera prima dell'omicidio Chiara "aveva fatto accesso proprio alla cartella" in cui Alberto Stasi aveva"catalogato, per genere, i numerosi file pornografici già esaminati all'epoca".
Non si è fatta attendere la risposta dei legali difensori di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis: "Ciò che certamente si può affermare è che, dai primi accertamenti, il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia".