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Non fu intossicazione, ma omicidio. Madre e figlia morte a Campobasso furono avvelenate da ricina

Per il decesso della 15enne e della 50enne di Pietracatella furono indagati 5 medici. Ora gli esami tossicologici hanno rivelato la presenza veleno nel sangue

Non fu intossicazione, ma omicidio. Madre e figlia morte a Campobasso furono avvelenate da ricina
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C’è una svolta clamorosa nelle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, 15 anni, rispettivamente mamma e figlia, decedute tra il 27 e il 28 dicembre del 2025 per una sospetta intossicazione alimentare insorta presumibilmente dopo la cena dell’antivigilia di Natale. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti qualificate, la Procura di Campobasso ha aperto un nuovo fascicolo d’indagine contro ignoti, ipotizzando il duplice omicidio volontario. Dagli accertamenti tossicologici sarebbero emerse tratte di ricina, una sostanza altamente letale ricavata dai semi della pianta del ricino, in alcuni campioni biologici prelevati alle due donne. Ad ogni modo, per definire al meglio lo scenario investigativo, bisognerà attendere l’esito di altri esami e quello delle autopsie, i cui risultati definitivi non sono stati ancora depositati.

Il caso

La drammatica vicenda risale ai giorni immediatamente precedenti al Natale. Sin da subito l’attenzione degli inquirenti si era concentrata sui pasti consumati da mamma e figlia tra il 22 e il 23 dicembre nella loro abitazione di Pietracatella, una cittadina di circa 1200 anime in provincia di Campobasso. Dopo vari accessi al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso per una sospetta intossicazione alimentare, tra il 27 e il 28 dicembre sia Antonella che Sara accusarono un forte malore, poi rivelatosi fatale. Entrambe morirono infatti alcune ore dopo essere state ricoverate presso il nosocomio molisano. Anche Gianni Di Vita, papà della 15enne e marito della 50enne, fu ricoverato per una grave sintomatologia allo Spallanzani di Roma e successivamente dimesso. Mentre la figlia maggiore, Alice Di Vita, non partecipò alla cena dell’antivigilia e quindi non riportò sintomi.

Le indagini

A fine dicembre la Procura ha disposto le autopsie, dalle quali però non sarebbero emerse indicazioni certe sulle cause dei decessi. Parallelamente sono sequestrati numerosi alimenti trovati nell’abitazione di famiglia, analizzati dall’istituto zooprofilattico, mentre altri accertamenti tossicologici e biologici sono stati affidati al Centro Antiveleni Maugeri di Pavia e al Policlinico di Bari. Secondo quanto trapelato nelle scorse settimane, finora sono state escluse le ipotesi di avvelenamento da botulino, funghi e altri principali sostanze chimiche ritenute potenzialmente tossiche.

Nei mesi scorsi la Procura di Campobasso aveva iscritto nel registro degli indagati 5 medici del nosocomio molisano con l’ipotesi di omicidio colposo, ma ora lo scenario investigativo sembra stia virando verso un’ipotesi ancora più drammatica, quella del duplice omicidio volontario.

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