“Possiamo dire che il destino e un sigaro mi abbiano salvato la vita”. Alessandro Acerbi, spezzino di nascita e milanese di adozione, noto avvocato esperto in risorse umane era a pochi metri dal tram 9 al momento dello schianto. Quando lo raggiungiamo telefonicamente parla con la lucidità di sempre, ma il tono della voce tradisce la consapevolezza di essere stato sul luogo di una tragedia che al momento ha provocato due morti e trentanove feriti. Una tragedia inspiegabile che è piombata all’improvviso in un venerdì milanese di fine inverno.
Avvocato, ci racconta cosa è successo e cosa ha visto davanti ai suoi occhi?
“Stavo tornando verso casa dopo una settimana impegnativa, avevo il sigaro nella mano sinistra e il cellulare all'orecchio destro. Ero al telefono con mia madre e a un certo punto vedo letteralmente volare fuori dai binari un tram verso di me. Ho urlato”.
Quale è stata la sua reazione?
“Ho avuto il riflesso di correre leggermente indietro e riparare in un adiacente portone, ho salva la vita per venti metri scarsi”.
Cosa è accaduto dopo l’impatto?
“Ho subito concluso la telefonata con mia madre e chiamato il 113. Mi sono sembrati interminabili gli istanti prima che rispondessero, il tempo si era dilatato come immagino accada in queste situazioni. Poi dal centralino mi hanno risposto e sono stati cortesi ed efficienti come sempre”.
Che idea si è fatto sulla causa di questa tragedia?
“Ritengo che il conducente abbia avuto un malore, non si spiega diversamente la dinamica dei fatti. Il tram procedeva ad una velocità pazzesca, ritengo ragionevolmente a non meno di 80km/h, senza rallentare né frenare prima della curva che poi non ha fatto”.
Avvocato, avrà sicuramente pensato che se non fosse stato per pochi istanti sarebbe potuto essere lei una delle vittime dell’incidente…
“Certo che sì. Ne sono consapevole. Ho avuto la vita due volte, la prima 42 anni fa, la seconda oggi.
Stasera festeggio un nuovo compleanno con mia moglie e mio figlio. Il fumo fa male e senza dubbio accorcia la vita, ma in questo frangente, per uno strano caso del destino, gli istanti che ho perso accendendo il sigaro e passeggiando più lentamente del solito mi hanno salvato”.