Dal 41 bis a casa sua Quel boss scarcerato per decorrenza dei termini

Savino Parisi, a capo dell'omonimo clan, era sottoposto a carcere duro nell'ambito del processo Domino, nel quale è imputato

Dal 41 bis a casa sua Quel boss scarcerato per decorrenza dei termini

È passato in poche ore dal regime carcerario duro del 41 bis a Novara a sorvegliato speciale a casa sua a Bari nel quartiere Japigia.

Savino Parisi, detto "Savinuccio", considerato uno degli esponenti storici della criminalità organizzata di Bari, ha usufruito della scadenza dei termini di custodia dopo che erano passati più di due anni dall'inizio del processo.

Nessuno questa mattina in Procura della Repubblica ha voluto commentare il provvedimento preso ieri dalla Prima sezione penale del Tribunale di Bari, dove è in corso il processo denominato "Domino" in cui Parisi è imputato eccellente.

Il Procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, non ha accolto la richiesta di incontro con i giornalisti e il suo vice, il Procuratore aggiunto Pasquale Drago, ha preferito rinviare gli stessi al capo dell’ufficio.

Sulla base della decisione di ieri è inevitabile che altri imputati detenuti nel medesimo processo possano ottenere la scarcerazione. Parisi fu arrestato il 1 dicembre del 2009 con altre 82 persone, ma 38 di queste sono state già assolte e 18 condannate a varie pene con rito abbreviato. Per i restanti 47 imputati del processo, i reati contestati a vario titolo vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso al tentato omicidio, traffico internazionale di stupefacenti, usura, turbativa d’asta e riciclaggio.

Parisi era stato arrestato il primo dicembre 2009 e, dall’aprile 2011 era stato trasferito dal penitenziario di Tolmezzo, in provincia di Udine, a quello di massima sicurezza di Novara, per essere sottoposto al regime del carcere duro. Prima di quell’arresto era tornato in libertà il 2 marzo del 2009 dopo 22 mesi di reclusione scontati perché, nonostante l’obbligo di soggiorno a Bari, fu sorpreso dai carabinieri mentre assisteva, con personaggi legati alla Sacra corona unita, ad una corsa clandestina di cavalli nell’ippodromo in disuso di Monteroni di Lecce.

Prima ancora era stato scarcerato il 29 aprile 2007, dopo aver trascorso circa 13 anni di detenzione in carcere, scontando una condanna definitiva per associazione finalizzata al traffico di droga.

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