Calabria, minacce di morte a sindaco nel Reggino

Nel mirino Michele Conia, primo cittadino di Cinquefrondi. Solidarietà dal sindaco de Magistris

Calabria, minacce di morte a sindaco nel Reggino

Minacce di morte per Michele Conia, 42enne, sindaco da tre anni di Cinquefrondi, un piccolo Comune in provincia di Reggio Calabria. Tutto è accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì quando alcune persone si sono introdotte in una casa di campagna del padre del sindaco e dopo aver danneggiato mobili e suppellettili hanno scritto sul muro esterno dell'abitazione alcune croci con accanto le iniziali di Conia. Sul caso stanno indagando i carabinieri della compagnia di Gioia Tauro per individuare gli autori delle minacce al primo cittadino. Intanto il fatto ha creato molto scalpore in paese. In Calabria sono sempre più, infatti, gli amministratori pubblici nel mirino della malavita. Solo negli ultimi tre anni, dal 2015 al 2017, si sono registrate ben 209 intimidazioni. "E' l'ennesimo atto rivolto contro un amministratore locale in Calabria, terra in cui svolgere questo ruolo significa troppo spesso avere a che fare con gesti vili e inqualificabili che, come nel caso di Michele Conia, finiscono per investire anche gli affetti più cari", sottolinea l'associazione "Avviso Pubblico" in merito all'episodio delle minacce di morte al sindaco di Cinquefrondi, nel Reggino. I casi sono stati censiti da Avviso Pubblico in Calabria nei suoi report annuali dal titolo "Amministratori sotto tiro". Ad essere sotto tiro, appunto, non solo i sindaci, ma anche gli assessori, i consiglieri e più in generale il personale della pubblica amministrazione. La media è di una minaccia ogni cinque giorni. Conia ha ricevuto la solidarietà di tutti, a partire dal suo gruppo consiliare "Rinascita per Cinquefrondi" che in una nota sottolinea come "il gesto offende profondamente anche il vivere civile della nostra comunità". Ma non solo, solidarietà arriva anche dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e da numerose forze politiche e sociali.

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