Coprifuoco, chef in rivolta: "Inutile posticiparlo..."

Da Vissani a Colonna sono tanti gli chef che spingono affinché l'estensione del coprifuoco vada di pari passo con la riapertura dei locali al chiuso

Coprifuoco, chef in rivolta: "Inutile posticiparlo se i ristoranti sono chiusi"

Gianfranco Vissani sceglie la provocazione: "A Milano si mangia con il cappotto e io esco dal ristorante col mal di pancia". Antonello Colonna, invece, insinua il dubbio: "A che serve un coprifuoco alle 23 o anche più tardi se poi il ristorante è chiuso?". La battaglia degli chef, però, è la stessa: posticipare il coprifuoco (possibilmente fino alle ore 24) e riaprire gli spazi interni dei ristoranti. Impossibile scindere le due cose se si vuole garantire un reale ritorno alla normalità e si vuole parlare di vera riapertura.

Nelle prossime ore la cabina di regia valuterà l'estensione del coprifuoco dalle ore 22 alle ore 23/24. Una misura che, se confermata, dovrebbe entrare in vigore con il prossimo decreto del 24 maggio. Mentre il governo sembra voler tenere il freno a mano tirato, la polemica tra gli addetti ai lavori -portata avanti da settimane dallo chef Vissani - trova nuova linfa con le dichiarazioni rilasciate da un altro popolare chef, Antonello Colonna. "Se mi chiamasse Draghi e mi chiedesse di scegliere fra lo slittamento del coprifuoco e l'apertura interna dei ristoranti anche a cena, non avrei dubbi: mi auguro sia l'uno che l'altro", ha dichiarato Colonna all'Adnkronos.

L'esigenza dei ristoratori è quella di poter riaprire al 100%, superando anche le attuali difficoltà legate al maltempo, che non accenna a dare tregua alla nostra penisola. Inaccettabili, secondo lo chef, "palliativi" e "mezze aperture o mezze chiusure". Quello che chiedono ristoratori e gestori di locali è coerenza, ha dichiarato all'agenzia di stampa Colonna: "Se dobbiamo essere europeisti, non dobbiamo esserlo soltanto con i colori del semaforo attribuiti ai vari cibi del nostro agroalimentare. Ma dobbiamo esserlo a maggior ragione con le politiche per la ripresa economica. In Europa, ma anche in Gran Bretagna e negli Usa stanno riaprendo tutto, senza troppe limitazioni, perché non lo facciamo anche noi? E perché gli ultimi a essere presi in considerazione e quindi a essere penalizzati debbono essere sempre i ristoranti? Non mi spiego perché nel weekend abbiamo potuto assistere a scene di spiagge e stabilimenti pieni mentre nei ristoranti si va con il contagocce".

Per lo chef Antonello Colonna la possibilità di tenere aperti i ristoranti all'interno anche dopo le 18, senza aspettare il 1° giugno, non dovrebbe essere una possibilità, ma una priorità, visto che i "ristoranti sono il principale motore economico del turismo con ancora troppi vincoli rispetto ad altre categorie".

La provocazione di Vissani e Circiello tra "mal di pancia" e "digestione"

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Gianfranco Vissani che non smette di criticare l'esecutivo per il continuo slittamento delle riaperture vere e proprie. E per farlo sceglie ancora una volta la via dell'ironia: "A Milano si mangia con il cappotto e io esco dal ristorante col mal di pancia". Lo chef, intercettato dall'Adnkronos mentre si trovava a Milano per girare uno spot, è tornato sulla necessità di ristori adeguati per ristoratori e gestori di locali e sul coprifuoco: "Lo slittamento del coprifuoco dalle 22 alle 23? Dovrebbero farlo partire perlomeno dalle 24 in poi e soprattutto consentire che si possa cenare all'interno dei locali. Il mio ristorante, ad esempio, è certificato 'Nasa' e ha un sistema di aerazione che crea una bolla attorno al cliente, il quale, se fosse positivo al Covid, non potrebbe trasmetterlo. Perché non posso restare aperto dato che offro anche questa garanzia?". Per poter riaprire i battenti, infatti, molti locali si sono dotati di sofisticati macchinari di sanificazione ed areazione che però, oggi, sembrano non essere sufficienti per garantire una riapertura in sicurezza.

Se il coprifuoco dovesse essere esteso sarà la digestione dei clienti, in primis, a giovarne. Lo dice in tono ironico lo chef Antonello Circiello, anche lui interpellato dall'agenzia di stampa: "Lo slittamento del coprifuoco, anche di un'ora, permette di andare a cena e di digerire meglio, la fretta non fa digerire. Anche una sola ora in più consente il miglioramento della funzionalità digestiva". Lo chef auspica, come i suoi colleghi, anche la riapertura interna dei locali, sempre prestando massima attenzione alle norme anti contagio e al "giusto distanziamento".