Coronavirus, mancano le mascherine e il caso arriva in procura

Il sindacato dei medici ospedalieri del Piemonte ha presentato un esposto all’ispettorato del lavoro e alla procura di Torino: "Non si può lavorare così"

Coronavirus, mancano le mascherine e il caso arriva in procura

Mancano le mascherine. Quelle protezioni vitali per gli addetti ai lavori, e non solo, che ogni giorno difendono gli italiani dal coronavirus, non ci sono. Sparite. Tutti le cercano, ma nessuno le trova. E la faccenda sembra difficile da gestire. Talmente difficile che ieri l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, aveva considerato quelle consegnate di fretta e furia dalla protezione civile lenzuoli di carta igienica. Il problema, come detto, è complicato. E ora la questione arriva addirittura in procura.

L’Anaao Assomed del Piemonte, il sindacato dei medici ospedalieri, ha presentato ieri sera un esposto all’ispettorato del lavoro e alla procura di Torino. Chiede aiuto. Fa sapere: "Dato l’aumento esponenziale dei ricoveri ospedalieri di pazienti Covid-19 positivi e la persistente grave carenza di dispositivi di protezione - in particolare di maschere filtranti Ffp2 e Ffp3, che attualmente scarseggiano anche per i medici che devono praticare manovre invasive - le autorità vigilino sulla tutela della salute degli operatori sanitari".

"Ci siamo decisi a presentare l’esposto - spiega all’Adnkronos la segretaria regionale del sindacato, Chiara Rivetti - perché ancora ieri abbiamo ricevuto ripetute segnalazioni da parte di colleghi della mancanza di mascherine". Al momento in Piemonte si contano oltre 50 medici infetti di cui almeno sei ricoverati e 3 gravi, tutti contagiati in servizio. "Ma crediamo si tratti di cifre sottostimate e purtroppo destinate a crescere. Come abbiamo più volte sottolineato - continua la segretaria regionale di Anaao Assomed - i contagi sempre più frequenti tra medici e operatori della sanità rischiano di svuotare gli ospedali di professionisti, senza contare che un professionista contagiato può essere vettore di infezione e diffondere il coronavirus tra i pazienti". La situazione è emergenziale da tutti i punti di vista.

Oggi la Consip ha annunciato la fornitura di oltre 30 milioni di mascherine chirurgiche. E non solo. In arrivo ci sarebbero più di 7 milioni di guanti e oltre 13 milioni di tute, camici, calzari, cuffie e camici, ancora da assegnare dalla protezione civile. Ma per ora nei reparti i dispositivi sono razionati. Un carico di mezzo milione di mascherine dovrebbe arrivare a Roma nei prossimi giorni a bordo di un volo speciale. Sono quelle donate dalla fondazione di Jack Ma, il miliardario cinese fondatore di Alibaba. Eppure, anche a fronte delle buone notizie, il problema non sembra risolto.

Tanto che interviene sul dibattito anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Parla a diverse ore dall’esplosione della polemica in Lombardia per la mancanza di strumentazioni sanitarie adeguate per proteggere i lavoratori in ospedale. "La nostra priorità è far lavorare in sicurezza medici, infermieri e tutto il personale sanitario che con coraggio e spirito di abnegazione si sta prodigando per la cura dei cittadini, dedicandosi a questa emergenza sanitaria senza risparmiare energie". Annuncia che il governo, lui compreso nei rapporti con i suoi omologhi, è strenuamente impegnato per procurare in tempi brevissimi i dispositivi di protezione che consentano di lavorare in massima sicurezza."C’è massima attenzione per la situazione in Lombardia", aggiunge. Non siete soli.