L'identikit dei malati gravi in ospedale: ecco chi sono

Si tratta soprattutto di pazienti over 60 che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino

L'identikit dei malati gravi in ospedale: ecco chi sono

Sono in aumento i positivi al Covid e anche i pazienti ricoverati in ospedale nei reparti di terapia intensiva. E sempre di più i ricoverati sono soggetti che non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino. Secondo quanto riportato nel dossier dell’Iss, l’Istituto superiore di sanità, nell’ultimo mese si registra un contagio ogni 98 non vaccinati. Il loro rischio di finire in ospedale è oltre 10 volte superiore agli altri.

I numeri dei ricoverati

Dei no vax ricoverati in terapia intensiva, in totale 507, 24 hanno meno di 40 anni, 165 hanno una età compresa tra i 40 e i 60 anni, e 318 sono infine tra i 60 e gli 80 anni. Nessun vaccinato under 40 è entrato nello stesso periodo in intensiva. Su un totale di 2016, meno della metà di quelli no-vax, 25 avevano tra i 40 e i 60 anni e 191 tra i 60 e gli 80 anni. La differenza di numeri tra coloro che sono immunizzati e chi invece ha deciso di non vaccinarsi sta aumentando. Per chi non ha ricevuto il siero il rischio di contagiarsi “aumenta di 3,8 volte” rispetto a chi invece ha completato l’intero iter vaccinale entro 5 mesi. Aumenta invece di 2,5 volte rispetto a coloro che hanno ricevuto la seconda dose da più di 5 mesi. Per quanto riguarda i ricoveri “il rischio è di 10,4 volte superiore per i non vaccinati rispetto ai vaccinati entro 5 mesi dalla seconda dose e diventa di 4,8 volte oltre i 5 mesi”.

L’importanza della terza dose

Esaminando i dati dell’Iss relativi al periodo compreso tra il 15 ottobre e il 14 novembre si vede confermata la necessità di ricevere anche la terza dose di vaccino, oltre alla differenza tra coloro che hanno completato le due dosi e chi invece non ne ha ricevuta nemmeno una. Dopo circa 5 mesi dalla seconda inoculazione la protezione comincia a calare e proprio a fronte di questi dati il governo ha scelto di anticipare la possibilità di ricevere la dose booster per tutte le fasce di età. Per capire l’efficacia dei vaccini basta guardare la percentuale di positivi, ricoverati e morti su 100mila abitanti. Dal report dell’Iss si vede che in un mese i contagi sono stati 75.512 su 7.409.599 persone non vaccinate. Ovvero significa che si registra un contagio ogni 98 non vaccinati. I casi positivi tra le persone che hanno terminato l’intero iter vaccinale da oltre 5 mesi sono stati 44.023 su 11.407.859 italiani. E quindi un contagio ogni 259 immunizzati. Chi ha ricevuto la seconda dose da meno di 5 mesi ha ancora una protezione notevole: nell’ultimo mese sono infatti risultati positivi 82.755 su 31.622.279 immunizzati con doppia dose, ciò vuol dire un caso ogni 382.

In area medica i pazienti ricoverati tra gli under 40 sono stati 496 non vaccinati, 114 con seconda dose da 5 mesi e 49 oltre i 5 mesi. Nella fascia tra i 40 e i 60 anni troviamo invece 1.264 non vaccinati, 259 vaccinati da 5 mesi, 178 oltre i cinque mesi. I ricoverati no vax tra i 60 e gli 80 anni sono stati 318, i vaccinati entro i 5 mesi 104, e 670 quelli oltre i 5 mesi.

I numeri dei decessi

I dati emersi dal report dell’Iss mostrano che il numero dei morti tra vaccinati e non vaccinati è rilevante. Sono 8 i morti no vax e uno solo vaccinato tra gli under 40. Nelkla fascia tra 40 e 60 anni ci sono 25 decessi no vax e 24 tra coloro che avevano ricevuto almeno una dose di siero. Tra i 60 e gli 80 anni troviamo invece 221 morti non coperti da vaccino e 175 con almeno una dose.

Dose booster

La terza dose aumenta la protezione in ogni fascia d’età. Confrontando i dati si vede che coloro che hanno già ricevuto la dose booster è stato registrato un solo decesso tra gli under 80, con 3 persone ricoverate in terapia intensiva e solo 1,710 sono risultate positive su 1.594.076 italiani che hanno già ricevuto la terza dose. Secondo gli esperti la protezione del vaccino passerebbe infatti dal 73,5% entro i cinque mesi al 43,9% negli immunizzati con iter vaccinale completato da più di cinque mesi. Per quanto riguarda i vaccinati con seconda dose da meno di 5 mesi l’efficacia del vaccino è 92,5% nel caso di malattia grave. E dell’84,4% per coloro che hanno ricevuto la seconda dose da più di 5 mesi, rispetto ai no vax.

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