Dall'assessore ai volontari: ​le vittime italiane del disastro in Etiopia

Il volo della Ethiopian Airlines è scomparso dai radar dopo il decollo. A bordo 157 persone: otto gli italiani

Dall'assessore ai volontari: ​le vittime italiane del disastro in Etiopia

Sono 157 le vite spezzate in uno schianto fatale. Il volo della Ethiopian decollato da Adiss Abeba è precipitato solo sei minuti dopo aver lasciato lo scalo etiope. Tra le vittime purtroppo anche otto italiani. Tra questi 3 persone che facevano parte di una onlus di Bergamo, Africa Tremila ed erano diretti in Kenya. A perdere la vita il presidente dell’associazione Carlo Spini e la moglie Gabriella Vigiani. Entrambi abitavano ad Arezzo. Tra le persone decedute nell’incidente aereo il commercialista bergamasco Matteo Ravasio, tesoriere dell’associazione. Ma tra i morti italiani c'è anche l'assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia, Sebastiano Tusa. Si trovava in missione in Etiopia ed era diretto a Nairobi. "Tra vittime dell’aereo caduto nei pressi di Addis Abeba c’era anche un uomo delle istituzioni, un uomo di profonda cultura che aveva fatto della sua domenica di riposo una qualsiasi altra giornata di lavoro, allo scopo di promuovere l’immagine della Sicilia all’estero, per adempiere al suo ruolo di assessore ai Beni Culturali. Ciao Sebastiano, è stato un onore conoscerti e lavorare con te", ha fatto sapere il presidente dell'Assemblea Siciliana, Gianfranco Miccichè. "Morire di domenica mentre stai tornando da un impegno di lavoro può sembrare paradossale - dice Miccichè -. Eppure c’è tanta gente che lavora di domenica. Molti non ci crederanno, ma ci sono anche i politici, i parlamentari, i rappresentanti delle istituzioni il cui lavoro spesso li porta ad essere impegnati anche quando altri riposano davanti la tv o pranzano in casa con la famiglia", ha concluso. Tra gli italiani deceduti, secondo quanto riporta ilCorriere ci sarebbero anche Pilar Buzzetti, che lavora per l’Onu, Virginia Chimenti e Rosemary Mumbi. Morto anche Paolo Dieci, residente a Roma e a capo di Link 2007, associazione di coordinamento che raggruppa le più importanti Organizzazioni Non Governative italiane.

Secondo un primo elenco ci sarebbero stati 32 cittadini kenyani, 9 etiopici, 18 canadesi, 8 provenienti da Cina, Stati Uniti e Italia; 7 da Francia e Gran Bretagna; 6 dall'Egitto, 5 olandesi e 4 da India e Slovacchia; 3 dall'Austria, 3 dalla

Svezia, 3 dalla Russia, 2 dalla Spagna, 2 dalla Polonia, uno rispettivamente da Belgio, Norvegia e Serbia. Ci sono inoltre vittime marocchine, israeliane e da Indonesia, Somalia, Togo, Mozambico, Ruanda, Sudan, Uganda e Yemen.

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