Quel dossier dei cattolici americani per "influenzare" il Conclave

Il Conclave può essere influenzato da un dossieraggio? Un gruppo di cattolici americani, riunitosi in un gruppo che si propone di migliorare il governo della Chiesa, vuole produrre una serie di fascicoli sui cardinali elettori. Lo scopo è quello di segnalare le persone accusate di essere accusate di abusi, scandali o altri comportamenti, ma potrebbe esserci dell'altro.

Quel dossier dei cattolici americani per "influenzare" il Conclave

Qualcuno vuole influenzare l'esito del futuro Conclave? Procediamo per gradi. Un'organizzazione di cattolici americani ha presentato un progetto inerente alla produzione di una sorta di dossier, molto dettagliato, sui cardinali della Chiesa cattolica. Non si esclude neppure che si arrivi a operare allo stesso modo per i vescovi in odore di cardinalato e per altri consacrati.

A ogni "principe" del cattolicesimo dovrebbe essere riservata un fascicolo personale. Lo scopo, come si legge per esempio qui, è quello di "nominare coloro che sono stati accusati di essere accusati di scandalo, abuso o copertura". Ma potrebbe esserci dell'altro. La notizia, a ben vedere, andrebbe interpretata anche alla luce dell'esistenza dei famosi "schieramenti vaticani", quelli che stanno battagliando sulle questioni dottrinali. La "destra" della Chiesa e la "sinistra" della stessa, che in America sono più evidenti che mai. Basti notare come si sono divisi gli ecclesiastici di quella nazione in seguito alla pubblicazione del "memoriale" di Carlo Maria Viganò. Anche se vale la pena sottolineare che dagli States hanno già garantito che le fondamenta dell'iniziativa di cui stiamo per spiegare i contenuti sono lungi dal perseguire propositi ideologici.

Sempre negli Stati Uniti, dopo l'emersione del caso dell'ex cardinale Theodore McCarrick, i risultati dell'inchiesta del Gran Giury della Pennsylvania e l'annuncio di una serie d'indagini, del tutto laiche, che alcune procure si appresterebbero ad aprire sulle accuse relative ad abusi ai danni di minori e/o di adulti vulnerabili, il trattamento riservato da alcuni alla Chiesa cattolica non pare essere troppo favorevole. Per usare un eufemismo. Steve Bannon, pur non attaccando il Santo Padre, ha persino chiesto l'istituzione di un tribunale indipendente. Ma il "guru" del sovranismo, rispetto alla vicenda del dossieraggio, non viene mai tirato in ballo.

Il gruppo in questione si è riunito e si è dato un nome: Better Church Governance Group (Gruppo per un miglior governo della Chiesa). Il che sta a significare che i componenti dovrebbe pensare che la situazione attuale non sia positiva e che sia modificabile. Secondo una delle interpretazioni che circolano, questo insieme di persone ha una finalità ben precisa: influire sulle decisioni del prossimo Conclave, cioè dell'assemblea di porporati che sarà chiamata a eleggere il successore di Papa Francesco. Anche se il credo cattolico prevede che a scegliere il papa, mentre i cardinali sono appunto chiusi a chiave nella cappella Sistina, sia un entità ben più alta. Fatto sta che il progetto potrebbe essere stato messo in piedi per evitare che i cardinali optino per un altro "pontefice progressista", così come Jorge Mario Bergoglio viene percepito da certi ambienti tradizionalisti e conservatori. Se non altro perché questi cattolici sembrerebbero appartenere alla "corrente" più critica nei confronti del pontificato dell'argentino.

Il tutto, nelle sue singolari specificità, si chiama "The Red Hat Report" (report sulle berrette rosse) e per il Sismografo, il sito più aggiornato sugli aggiornamenti provenienti dalla Santa Sede e dall'universo cattolico, è promosso da un "gruppo di facoltosi cattolici di destra". Un pezzo pubblicato sul blog appena citato sostiene che questa opera di dossieraggio servirà a "raccogliere notizie buone, meno buone, vere, false, infamanti, calunniose sui porporati che, come elettori, dovranno garantire la Successione di Pietro" quindi "per distribuire, quando gli ideatori lo riterranno più opportuno, delle 'pagelle personali' sia per far salire le quotazioni di un 'papabile' sia per comprometterne la reputazione". Per stilare il Red Hat Report, si legge su più di una fonte, dovrebbe essere necessario più di un milione di euro. Non siamo dinanzi a uno scherzo, insomma.

Sul National Catholic Register si apprende pure che la documentazione sarà "assemblata nel modo di ricerca dell'opposizione politica, su ogni cardinale elettore, così come sui cardinali influenti o più anziani connessi all'abuso o alla corruzione" e che il tutto verrà utilizzato pure per "modificare le pagine di Wikipedia in lingua inglese dei cardinali". Perché questo secondo scopo? I cardinali, prima di votare, userebbero riscontrare le informazioni necessarie sui loro "colleghi" spulciando sulle pagine della nota enciclopedia online. L'obiettivo di questa operazione, ancora una volta, potrebbe essere Papa Francesco. Magari in una maniera indiretta. Sempre la redazione de IlSismografo conclude l'articolo sul tema scrivendo che: "Come sempre, è il Papa il target principale. L'idea di fondo di "Red Hat Report" non è solo quella di condizionare, se possibile, un eventuale Conclave, ma anche quella di evitare - si dice - che venga eletto un altro come Francesco". Mai più un pontefice "progressista"? È davvero questo lo scopo del Better Church Governance Group? Domande cui si potrà rispondere, con ogni probabilità, solo dopo l'eventuale pubblicazione dei fascicoli annunciati.

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