Ecco spiegata la fuga dalle urne

Il centrodestra, inteso come coalizione politica è andato male mentre nel Paese ne è consapevole anche Enrico Letta il centrodestra è maggioranza.

Ecco spiegata la fuga dalle urne

Il centrodestra, inteso come coalizione politica è andato male mentre nel Paese ne è consapevole anche Enrico Letta il centrodestra è maggioranza. Come è possibile una tale assurdità? Stiamo ai dati, ormai ben noti ma che ancora non hanno prodotto conseguenze: a Milano la Lega ha esercitato il suo primato scegliendo un candidato che ha perso; a Roma la Meloni ha fatto altrettanto e così è accaduto a Torino. Tre tonfi col botto. In Calabria e a Trieste la coalizione vince e anzi stravince con i candidati del partito numericamente meno forte della coalizione. È un caso? In politica non si danno casi. L'errore è stato quello di aver adottato una politica di egemonia locale del partito più forte, con il risultato che abbiamo sotto gli occhi: l'elettorato di centrodestra rifiuta e si astiene. Non è che il centrodestra abbia perso «a causa» dell'astensione, ma - al contrario - si astiene «a causa» dei candidati rifiutati. Dunque, la politica dei grandi numeri che decidono contro i numeri minori, è sbagliata. E non è soltanto per ciò che il risultato elettorale mostra: è sbagliata anche perché non è in linea con l'Europa, che negli ultimi anni è cresciuta come potenza e come influenza, ricacciando nell'angolo tutti coloro che la davano per moribonda e vulnerabile. Draghi non è forse un'espressione dell'Europa? Certo, per molti è una pozione amara, ma oggi vince chi collabora con un governo europeo che fa gli interessi degli italiani. E sia Salvini che Giorgia Meloni hanno un bisogno evidente di Silvio Berlusconi per completare il percorso verso il check-in europeo. Se gli esami non finiscono mai? Proprio così: gli esami non finiscono mai. Le fortune elettorali di un partito - come insegna la parabola discendente dei Cinque Stelle è un bene aleatorio perché gli elettori si comportano ormai in modo libero e anche anarchico ma sempre più si astengono di fronte a una proposta inaccettabile. I partiti italiani che intendono rappresentare il ceto medio hanno un'autostrada davanti se accettano di evolvere in senso liberale chiedendo che si getti alle ortiche la bigiotteria di famiglia. La storia di un grande antipolitico come Berlusconi lo dimostra: finché era lui a guidare la danza della coalizione liberale, il centrodestra vinceva. Non appena è stato azzoppato con sentenze cui preferiamo non applicare aggettivi, la coalizione è andata male e non perché gli italiani abbiano cambiato idea, ma perché esprimono la loro idea disertando le urne e bocciando il paternalismo che rischia di diventare caporalato elettorale.

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