Coronavirus

Halloween "fuorilegge": i bambini riscoprono i Santi

Finalmente. Alla vigilia della solennità di Tutti i Santi, oggi in centodieci parrocchie della Diocesi di Milano "adolescenti in piccoli gruppi e nel rispetto delle norme sanitarie, si riuniranno in chiesa per pregare".

Halloween "fuorilegge": i bambini riscoprono i Santi

Finalmente. Alla vigilia della solennità di Tutti i Santi, oggi in centodieci parrocchie della Diocesi di Milano «adolescenti in piccoli gruppi e nel rispetto delle norme sanitarie, si riuniranno in chiesa per pregare». Almeno una buona notizia in questi tempi di divieti legati alla pandemia Covid, perché sembra di poter dire che più di un tardivo ravvedimento, a spingere la chiesa a questa idea che di questi tempi può apparire addirittura «rivoluzionaria», sembra essere stato il divieto agli assembramenti che quest'anno impedirà di mettere in scena la solita sarabanda di Halloween. Quella festa celtica d'importazione a stelle e strisce, un po' culto del mistero e tanto pacchiano carnevale che negli ultimi anni ha spopolato soprattutto tra giovani e giovanissimi. Spazzando via senza alcuna possibilità di resistenza il più per noi tradizionale culto dei Santi, nell'impotente scoramento di religiosi e devoti. Una troppo ghiotta occasione di guadagni per venditori di gadget, alcol e feste in discoteca contro cui anche le aureole hanno ben poco potuto fare in questi tempi di consumismo trionfante. Anche perché non si parla del patrono che affonda la propria appetibilità nella tradizione più radicata di ogni città e di qualunque anche più piccolo paese che mai e poi mai rinuncerebbe a festeggiarlo nel giorno a lui dedicato, ma dell'insieme indefinito delle santità dell'intero calendario che nella sua indeterminatezza finisce con il far perdere al primo novembre qualunque tipo di appeal. La soluzione starebbe ovviamente nella capacità di spiegare quanto l'essenza della santità con la sua dimensione verticale e trascendente sia o dovrebbe essere un pilastro fondante per il bene nostro e soprattutto per quello delle nostre comunità verso le quali i santi sono esempi di virtù da seguire. Ma per giorni secolarizzati come i nostri in cui mancano fedeli, ma soprattutto predicatori e soprattutto politici con i piedi ben saldi nelle nostre radici cristiane, appare ben chiaro come questa sia impresa disperata. E quindi non resta che incassare la sconfitta di Halloween causa Covid ed essere felici che questa sera nelle chiese di Milano la Diocesi invita a «vivere in modo rinnovato e attuale la tradizionale festività di Tutti i Santi». Con i partecipanti «uniti tra loro da un programma comune e dai canali social, attraverso i quali ogni gruppo potrà condividere con l'altro l'esperienza». Titolo dell'iniziativa, promossa dalla Fondazione oratori milanesi «Non io ma Dio», una delle celebri frasi pronunciate nella sua breve vita da Carlo Acutis, l'adolescente milanese proclamato beato il 10 ottobre scorso per la sua capacità di comunicare la sua fede via internet e con le nuove tecnologie. Con i ragazzi invitati a postare immagini e storie su Instagram, utilizzando l'hashtag #NotteDeiSanti e menzionando @fondazioneoratorimilanesi.

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