Scanzi "scivola" su una bufala ​per infangare la Meloni e Salvini

Andrea Scanzi voleva mettere nel mirino i leader di destra ma le foto che porta a sostegno della sua tesi sono antecedenti alla pandemia

Scanzi "scivola" su una bufala ​per infangare la Meloni e Salvini

La voglia di trovare sempre un nemico da additare e a cui dare la colpa, tanto più se c'è un libro in uscita da promuovere, stavolta ha giocato un brutto scherzo ad Andrea Scanzi, caduto in un trappolone che lui stesso ha costruito. E così, nella foga di dover accusare chi rema contro la salute pubblica, Andrea Scanzi tira fuori uno scatto di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Giovanni Toti, tutti e tre senza mascherina e a distanza di meno di un metro, acclamati da una folla altrettanto accalcata e senza protezioni. Una foto denuncia che parla chiaro, secondo il giornalista. Peccato che sia bastato fare una rapida ricerca per scoprire che no, quella foto non può essere utilizzata per lo scopo tentato da Scanzi, come dimostrato dal deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli.

"Io non dimentico", scrive Andrea Scanzi come didascalia alla foto, ovviamente senza dimenticare di inserire la menzione al suo libro. Peccato non si sia preso la stessa briga per controllare la data di pubblicazione dello scatto, ancora presente nel profilo di Giorgia Meloni. La foto risale al 9 settembre 2019, 5 mesi prima rispetto allo scoppio dell'epidemia in Italia. Presupponendo che quello di Scanzi sia stato un errore in buona fede, e non una scelta ponderata per altri scopi, il debunking al suo post è stato comunque piuttosto facile e ci ha pensato Giovanni Donzelli a smascherare la falsità dietro il post del giornalista de Il fatto quotidiano. "Nella sua testa voleva far passare il messaggio che quelli della destra vanno in piazza senza mascherina. Soltanto che ha pubblicato l'ennesima bufala, perché ha preso foto scattate quando non esisteva ancora il virus", spiega il deputato, dimostrando che 2 su 3 foto utilizzate da Andrea Scanzi sono antecedenti allo scoppio dell'epidemia.

"Io non dimentico, dice Scanzi. Ma forse si è dimenticato cosa diceva lui il 25 febbraio 2020, quando già si moriva di coronavirus in Italia", continua Donzelli prima di mostrare uno dei video più noti di Andrea Scanzi, che seguendo il flusso di pensiero degli esponenti del Movimento 5 Stelle e del Partito democratico, Zingaretti compreso, minimizzava il problema del coronavirus. "Questa non è una malattia mortale, porca di una puttana troia ladra. Perché vi viene un piccolo cazzo di raffreddore, non succede una sega nel 99,7/,8%. È una cazzo di infezione curabile, esattamente come l'influenza. Cioè non è che stiamo vivendo una sorta di pandemia", diceva il giornalista due settimane prima che il Paese finisse in lockdown. "E questi pretendono di dare lezioni agli altri?", si chiede Giovanni Donzelli.

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