L'avvocato diventa "on demand". Come funziona (e tutti i rischi)

Dal mondo anglosassone arriva il "secondment": la richiesta esterna di una consulenza legale da parte di un'azienda. Il 70% dei legali "secondee" resta nell'impresa. E spunta anche la consulenza per le imprese che vendono su Amazon

L'avvocato ora è on demand. La novità arriva dal mondo anglosassone. Si tratta di uno strumento che fa incontrare la domanda del cliente "just in time" con quella dell'offerta che propone soluzioni rapide per assistenza legale. Il termine che fotografa questo nuovo schema professionale è il "secondment", ovvero una richiesta di personale "in prestito" all'interno di una azienda. Le figure più richieste in questo panorama sono soprattutto gli avvocati che lavorano nel settore che riguarda banche e finanze. A seguire ci sono i legali che si occupano di fusioni o acquisizioni. In una indagine di qualche tempo fa di inhousecommunity per Mag sono chiari i dati di questo fenomeno professionale che sempre più sta prendendo piene nel panorama legale. Diversi legali con il "grado" di "associate", almeno il 70 per cento dei secondee, lasciano lo studio per poi lavorare per l'azienda per cui sono stati consulenti. ma dagli Stati Uniti arriva una novità che può davvero cambiare il panorama del rapporto tra aziende e studi legali.


Cosa cambia nell'assistenza legale

Amazon da qualche tempo ha lanciato una piattaforma che di fatto consente al cliente azienda che vende il prodotto sul portale di e-commerce un'assistenza per tutelare il marchio e il prodotto. Un servizio che viene offerto a quelle imprese che intendono avere maggiori tutele soprattutto in mercati dove non hanno ancora esperienza nel "selling", ovvero quando si entra in un nuovo mercato. L'assistenza per il momento sul portale Amazon è possibile scegliere uno studio legale (made in Usa) per tutelare l'Itellectual property. Un servizio per tutelare brand, marchi e brevetti per le aziende. Come ha raccontato a ilGiornale.it Amazon Italia, "il progetto nato negli Usa semplicemente risponde ad una domanda delle aziende che entrando spesso nel mercato cercano tutele". Le imprese italiane che hanno usato le vie di Amazon per vendere i propri prodotti nel 2018 sono circa 12mila con un volume di affari di 350 milioni di euro. E questo servizio potenzialmente è rivolto anche a loro: "Molte piccole e medie imprese italiane spesso si affacciano sul mercato 'dot.com' e non avendo contatti con il sistema legale nei Paesi in cui vanno ad esportare chiedono assistenza in loco a legali che conoscono ad esempio il mercato americano. Sul portale USA per il momento sono presenti 11 studi legale di cui tre in lingua italiana", spiegano da Amazon.

Feedback e consulenze

Le richieste, dando un'occhiata al portale, finora sono circa un centinaio. Si tratta di circa 100 consulenze che questo nuovo canale ha preso in carico. "Amazon mette in contatto il cliente con lo studio legale, nulla di più. È un tramite che offre un servizio aggiuntivo al cliente dopo aver selezionato una serie di studi legali che si registrano al portale compilando un form in cui indicano le loro referenze". Il costo medio per una consulenza in ambito aziendale in questo momento sul portale di Amazon Ip Accelerator è tra i 500 e 1800 dollari. Questo sistema potrebbe però allargarsi in futuro sul web su altri fronti. "Si tratta di una opportunità per gli studi legali che rapidamente e con la compilazione di un modulo online possono offrire la loro professionalità ai clienti attraverso la piattaforma", fanno sapere sempre da Amazon Italia. Di certo l'esperimento in Usa segna un punto nel panorama delle professioni legali che dovranno tenere il passo della digitalizzazione della vita dei loro clienti.

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Ritratto di MatteoOrlando

MatteoOrlando

Mer, 16/10/2019 - 15:00

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