Libertà per Gattuso, migranti spacciatori e l'iban: quindi, oggi...

Quindi oggi...: il ritorno di Miozzo, la sentenza Astrazeneca e provenzano

Libertà per Gattuso, migranti spacciatori e l'iban: quindi, oggi...

- riemerge dal nulla Agostino Miozzo, ex coordinatore Cts, ex consulente del ministro dell’Istruzione (ancora non si è capito perché). In una lettera al Foglio dice cose giustissime: attacca i “virologi a la carte”, se la prende con gli scienziati che modellano i propri convincimenti in base a quello che il popolo (o i politici) vogliono sentire, attacca la “comunicazione confusa” e il “caos sui vaccini”. Tutto vero. Ma non è che quando c’era lui le cose andassero meglio. Ricordate le conferenze stampa della Protezione Civile a marzo dell’anno scorso? Ricordate i numeri dei contagi dati in pasto ai cittadini un po’ a caso? In quelle dirette c’era lui, mica io

- la direzione centrale dei servizi antidroga ci informa che nel 2020 ci sono stati il 26,5% in meno di immigrati pizzicati nel traffico e nello spaccio di stupefacenti. Bene, direte. Già, peccato che parliamo di 10.192 criminali di varia lega (mica pochi, eh!) di cui 6.950 in stato di arresto. Sono marocchini, albanesi, nigeriani, senegalesi e via dicendo. In totale sono un terzo (32,5%) del totale di denunciati di questo tipo di reati. E gli stranieri in Italia siano solo l’8% della popolazione totale. Non proprio dati di cui gioire

- Gennaro Gattuso rifiutato dal Tottenham con le accuse di essere razzista, sessista e omofobo. Siamo all’assurdo. Di cosa è accusato il povero Ringhio? Di aver detto che i “buuu” allo stadio non sono razzisti (pure i bianchi se li beccano) e, udite udite, di aver provato a sostenere che “il matrimonio è tra uomo e donna”. Insomma “le nozze gay non mi trovano d’accordo” e per questo oggi è senza un lavoro. Ormai non serve manco il ddl Zan: se non la pensi come i perbenisti radical chic, sei già automaticamente fuori. Da brividi: non è libero di dire quel che vuole?

- per alcuni giornali italiani (quasi tutti) l’Ema avrebbe “aperto” al mix di vaccini contro il Covid. Bello. Bravi. Urrà. Piccolo, insignificante problema: l’Ema questa cosa non l’ha mai detta. Anzi. Ha solo spiegato che in passato (con altri vaccini) il mix ha funzionato, ma riguardo a quelli attuali “abbiamo evidenze limitate” e che “servono più informazione”. Insomma, non ha “aperto” a una mazza

- una signora poco prima di morire lascia detto di voler mettere nell’epigrafe l’iban della figlia orfana. Il paese si divide. Il parroco manco si degna di celebrare le esequie. In effetti l’iban non è proprio carinissimo, ma in fondo cambia poco col classico testo “niente fiori, ma opere di bene”. È la carità al tempo del cashback

- mi domando e dico: ma come mai intervistano ancora Bettini come se fosse il segretario di un partito?

- ci siamo giocati pure Victoria’s Secret. Il brand delle fantasie sessuali dei maschietti si dà al perbenismo: modelle curvy, testimonial impegnate, inclusività e robe varie. Non ci resta che piangere

- titolo de La Stampa: “Il piano B di Draghi: fermare i migranti con i fondi all’Africa”. Che poi è la stessa cosa predicata da anni da Salvini (“Aiutiamoli a casa loro”), solo detto peggio. Giannini non deve essersene accorto

- pare che la nuova linea politica del Movimento di Conte verrà decisa dal capo politico (Giuseppi) e dalla segreteria (i suoi sodali), sentiti i gruppi parlamentari e, “solo in alcuni casi”, coinvolgendo gli iscritti. Democrazia diretta, adios

- Beppe Provenzano, quello della patrimoniale che è una “restituzione”, ora si lamenta che a gestire la cabina di regia del Recovery ci siano dei liberisti. In effetti che sciocchi: perché non abbiamo chiamato i consiglieri di Xi Jinping?

- Belinelli e Datome, due big (?) del basket italiano, rinunciano al preolimpico in vista di Tokyo. L’Italia non torna alle Olimpiadi dai tempi del magico argento di Atene, che ancora fa venire la pelle d’oca. Stavolta potremmo farcela. E i due “campioni” che fanno? Rinunciano. Va bene tutto, va bene il riposo, vanno bene gli interventi. Ma un po’ di amor patrio, a volte, non guasterebbe. Se passassimo, non dovranno essere convocati

- due agenzie una dietro l’altra. Astrazeneca: la sentenza della Corte Ue sul contratto con Bruxelles “ci soddisfa”. Von der Leyen: la decisione del tribunale "conferma la posizione della Commissione”. Insomma c’hanno ragione entrambi. Contenti loro…