"Lifeline ha bandiera olandese", ma Amsterdam non vuole i migranti

Dall'Olanda negano: "Lifeline è tedesca, non olandese". Ma la nave mostra le prove: batte bandiera dei Paesi bassi

"Lifeline ha bandiera olandese", ma Amsterdam non vuole i migranti

La nave non è olandese, anzi sì. Continua il giallo della Lifeline, l'imbarcazione con la quale l'omonima Ong ha recuperato quasi 400 migranti in acque libiche contravvenendo al codice firmato negli scorsi mesi e che prevedeva l'intervento della guardia costiera di Tripoli.

"Abbiamo mandato una nota ufficiale del ministero degli Esteri al governo olandese, se Lifeline e Sealife sono navi olandesi, battono bandiera olandese, portate il vostro carico in Olanda o in altri Paesi", aveva tuonato ieri Matteo Salvini. Ma dai Paesi Bassi era arrivato un secco no: "Seefuchs e Lifeline non navigano sotto bandiera olandese secondo la Convenzione dell'Onu sul diritto del mare: queste navi appartengono a Ong tedesche e non sono presenti nel registro navale olandese. Quindi l'Olanda non è in grado di dare istruzioni a queste imbarcazioni. L'Italia è consapevole della posizione olandese", avevano ribattuto da Amsterdam, costringendo il governo italiano ad annunciare un'inchiesta su quella che sembra una nave "fantasma" e il sequestro di entrambe le imbarcazioni.

"La nostra nave batte bandiera olandese", ribadisce però oggi l'Ong tedesca in un tweet, in cui pubblica anche la foto della conferma di registrazione della nave omonima, datata 19 settembre 2017 con scadenza il 19 settembre 2019, in cui si indica Amsterdam come porto "di casa". La Ong ha ribadito che l'intervento di soccorso di migranti davanti alle coste libiche è avvenuto in acque internazionali e ha fatto sapere che nella notte ha fornito assistenza a un mercantile intervenuto in soccorso di un altro gommone in difficoltà.