"Sarà una grande estate": ecco cosa è cambiato per Briatore

L'imprenditore guarda con fiducia alla prossima stagione estiva, che punterà su italiani e stranieri: "Mancheranno i russi ma gli italiani hanno voglia di divertirsi"

"Sarà una grande estate": ecco cosa è cambiato per Briatore

Il conto alla rovescia per l'inizio dell'estate è cominciato. L'allentamento delle restrizioni legate alla pandemia, il calo dei contagi e la voglia di tornare a vivere fanno ben sperare per la stagione calda. A dare un'ulteriore spinta ottimistica è Flavio Briatore che, intervistato dal Corriere della Sera, è sicuro che la prossima sarà un'estate normale con benefici economici sia per clienti sia per gli operatori di settore.

"Sono certo che avremo una stagione piena ed il cliente migliore sarà l'italiano. Mascherine, green pass, controlli, in questi due anni non si capiva un cazzo su chi poteva entrare e chi poteva uscire. Quest'anno sì, sarà una estate normale", ha dichiarato Briatore, facendo un quadro di come sarà la prossima stagione per il turismo in Italia. Se da una parte è scontata la quasi assenza dei turisti russi, dall'altra "avremo però clienti importanti come gli italiani che da due anni non vivono un'estate normale e abbiamo un'apertura agli Stati Uniti, perché gli americani da oltre 24 mesi non venivano più in Europa. Per cui, zero problemi".

Briatore punta sull'ottimismo, scacciando i malumori che spesso circolano in Italia: "E' sempre così: cercano di essere negativi su tutto. Credo che anche in Sardegna, a Forte dei Marmi, non cambierà niente. Non capisco perché ogni volta noi abbiamo questo pessimismo e cerchiamo ciò che non va, fino a renderlo esponenziale". Per lui gli imprenditori hanno coraggio e risorse per affrontare i momenti negativi: "Un imprenditore deve fare quello che sa fare: creare ricchezza e posti di lavoro, anche sfidando le circostanze negative".

I segnali, che questa potrebbe essere la prima vera estate "normale" dopo due anni di Covid, ci sono tutti. Teatri e cinema sono tornati a riempirsi nonostante l'obbligo di mascherina persista e i concerti sono tra gli eventi più acquistati degli ultimi mesi. C'è voglia di tornare a vivere, insomma. E Briatore lo sa bene visto che i suoi locali, in Italia e all'estero, stanno registrando incassi e prenotazioni come non se ne vedevano da tempo: "A Roma è un successo fantastico, siamo in overbooking tutti i giorni ed abbiamo prenotazioni fino ai primi di giugno. L'apertura di "Crazy Pizza" in via Veneto ha ridato entusiasmo alla strada resa famosa da Fellini e so che altri ristoranti importanti stanno per aprire. Quando la gente vede movimento si diverte, la sera c'è la fila davanti ai locali, si crea l'atmosfera necessaria al ritorno di vitalità e allegria".

Per Flavio Briatore turisti e imprenditori sono pronti alla ripartenza, ma la burocrazia italiana non aiuta sotto questo punto di vista, mentre la liberalizzazione potrebbe essere un inizio: "L'ostacolo che blocca l'Italia è la burocrazia, lo sanno tutti ma nessuno fa niente. Siamo un Paese fermo. Dobbiamo liberalizzare. Abbiamo messo su il reddito di cittadinanza, perdendo molta forza lavoro che non si impegna più a cercare un posto, ragion per cui se io fossi il governo il reddito di cittadinanza lo sospenderei".

Secondo Flavio Briatore il sussidio promosso dal Movimento 5 Stelle non ha giovato al settore. Lui, come molti altri imprenditori, fatica a trovare personale per la stagione e punta il dito contro il reddito di cittadinanza, che andrebbe sospeso ai giovani: "Oggi le persone vogliono più tempo libero, hanno un minimo di sussidio e gli basta. I ragazzi non hanno voglia di fare sacrifici perché lavorare in un ristorante è fatica. È tutto sbagliato, l'Italia oggi dovrebbe investire sulle imprese perché i posti di lavoro non li crei coi sussidi ma con le aziende". L'imprenditore, prima di annunciare il suo ritorno in Formula Uno, è tornato poi a incitare il governo ad abbassare il cuneo fiscale "perché le aziende pagano il doppio rispetto al salario che percepisce il lavoratore". Una nota dolente sulla quale purtroppo si discute da anni.

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