Mafia, azzerata la cosca di Bagheria

21 arresti nei confronti di esponenti del Mandamento di Bagheria, accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, rapine, detenzione illecita di armi da fuoco, scambio elettorale politico mafioso e traffico internazionale di stupefacenti

Un'intera cosca azzerata. Ventuno arresti nei confronti di esponenti del Mandamento di Bagheria, in provincia di Palermo, accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, rapine, detenzione illecita di armi da fuoco, scambio elettorale politico mafioso e traffico internazionale di stupefacenti.

È il bilancio dell'operazione realizzata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, unitamente a quelli della Compagnia di Bagheria e del Reparto Anticrimine di Palermo, coordinati dalla Dda di Palermo. L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai pm Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli, ha disarticolato la storica roccaforte di Cosa nostra. Oltre ai capi della cosca sono stati arrestati il reggente e il cassiere del mandamento e i capi delle famiglie mafiose di Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia.

Le indagini hanno dimostrato come ancora l'organizzazione mafiosa sia strutturata secondo il tradizionale assetto verticistico e secondo i vecchi rituali (dalla "punciuta" alla presentazione dei nuovi affiliati ai mafiosi più anziani). In un'intercettazione ambientale, un uomo d'onore, parlando con un altro affiliato, paragona le nuove leve a giovani cavalli da trotto, da addestrare anche ricorrendo alle maniere forti: "Quando vedi che nella salita fanno le bizze... piglia e colpisci con il frustino... sulle gambe... che loro il trotto non lo interrompono... purtroppo i cavalli giovani così sono".

Inoltre, è stato accertato un patto tra alcuni mafiosi di Bagheria e un candidato alle scorse elezioni amministrative regionali che aveva ad oggetto la promessa di voti in cambio di soldi. Si tratta di Giuseppe Scrivano, attuale sindaco del Comune di Alimena (PA) e vicesindaco del Comune di Villabate dal giugno 2007 al giugno 2008 e candidato alle Regionali del 2012 con la Lega Nord con la lista di Nello Musumeci. Dall'inchiesta, è emerso anche un rapporto tra Cosa nostra bagherese e la famiglia mafiosa italo-canadese dei Rizzuto per quanto riguarda il traffico degli stupefacenti.