Mentana contro il politicamente corretto: "I gay si possono prendere in giro"

Enrico Mentana si schiera contro le limitazioni alla libertà di parola e ricorda i capisaldi della nostra democrazia, tra i quali l'articolo 21 della Costituzione

Mentana contro il politicamente corretto: "I gay si possono prendere in giro"

In Italia si può prendere in giro la religione cattolica in ogni modo, si può ironizzare sul Cristo in croce ma non sui gay e sulla comunità Lgbt. In quest'ultimo caso si viene tacciati di omofobia, si viene insultati e si invoca il bavaglio. Una pratica ormai comune e basta vedere quel che è accaduto all'attrice comica Michela Giraud per capire la direzione che sta prendendo la democrazia del nostro Paese. Una deriva contro la quale si è espresso anche Enrico Mentana, che in un post su Facebook, ovviamente criticatissimo da chi esalta esclusivamente il pensiero unico, ha difeso la libertà di parola in ogni sua forma. Un pensiero appoggiato anche da Matteo Salvini tramite il suo profilo Twitter.

"In questo Paese c'è la libertà di parola. Non esiste che si metta alla gogna chi ha un parere diverso, e allo stesso modo è inconcepibile che si sottoponga alla gogna mediatica, o peggio si proponga l'ostracismo per chi fa satira sui temi sensibili", ha scritto Enrico Mentana. Il caso di Michela Giraud, solo l'ultimo di una lunga serie, è emblematico. Con una battuta, l'attrice ha commentato il coming out di Demi Lovato, che sui social ha dichiarato di non riconoscersi in un genere binario, chiedendo pertanto che a lei ci si rivolgesse con il pronome "they/them" e non più con "she/her". La traduzione italiana di "they" è "loro" ma il politicamente corretto in lingua inglese ne ha assunto l'utilizzo anche come singolare neutro. Tuttavia, guai a scherzare su questa singolare richiesta, come ha fatto Michela Giraud: "Demi Lovato vuole che le sia dato del 'loro' come il Mago Otelma".

Immediata la raffica di insulti e improperi contro l'attrice, costretta a cancellare il tweet e quasi a scusarsi per aver fatto il suo lavoro, ossia ironia. È proprio contro questo integralismo che vuole limitare la libertà di parola che Enrico Mentana ha sbottato sul suo profilo Facebook: "Sei anni fa eravamo tutti Charlie: ma non esiste che si difenda chi fa satira sui simboli religiosi e si attacchi chi la fa sulle scelte di genere. La libertà è una sola, permette di prendere in giro i leghisti e gli ebrei, i gay e i magistrati, i machisti e i navigator, i giornalisti e le femministe, e così via, nessuno escluso". Matteo Salvini si è complimentato con il direttore del Tg La7 dal suo profilo Twitter: "Condivido le parole di Enrico Mentana, che naturalmente viene già messo in croce per l’opinione espressa. Sempre e comunque dalla parte della Libertà!".

Enrico Mentana, quindi, ha ricordato a tutti l'articolo 21 della Costituzione: "La libertà è precisamente questa, piaccia o no. Si legge nell'articolo 21 della costituzione, che ribaltò le proibizioni del fascismo (da non dimenticare mai): 'Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione'. Sante parole". Eppure nei commenti lasciati sotto il suo post il concetto non sembra essere stato recepito e così ecco che "non si deve fare ironia sulle minoranze ma solo sui poteri forti". È questo il futuro che ci aspetta?

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