"Minc... assolute": cosa diceva la Murgia di Battiato

Un anno fa l'analisi della scrittrice in un video. Sgarbi ritira fuori la polemica: "Parla di quello che non sa"

"Minc... assolute": cosa diceva la Murgia di Battiato

Ogni tanto capita di ripescare perle del passato. Sono cose che accadono, soprattutto in giorni particolari. Questo è uno di quelli. Anche perché se uno come Vittorio Sgarbi ritira fuori la vicenda, beh, allora la storia torna di attualità. Nel giorno della morte del “Maestro”, in tanti sono andati a riascoltare cosa ebbe a dire Michela Murgia, alias la donna che temeva le divise, sui versi di Franco Battiato.

Sentite qua: “Battiato è considerato un autore intellettuale e invece tu ti vai a fare l’analisi dei suoi testi e sono delle minchiate assolute”. O meglio “citazioni su citazioni e nessun significato reale”. In pratica banalità senza “spessore”. Testi “fragili”. Senza “pregnanza”. E che per questo lo inseriscono in un “equivoco clamoroso” per cui, scemi noi, è stato sempre considerato un cantante intellettuale.

Ovviamente la Murgia poteva, e può, pensare ciò che vuole. Battiato le fa schifo? Peggio per lei, voglio dire. Magari oggi ha cambiato idea. Ma è comunque lecito avere tali preferenze musicali. Certo non si capisce l’ossessione per cui una canzone, o un artista, debba per forza avere “qualcosa da raccontare”. Ma tant'è. Quei versi fanno ballare, sognare, pensare. Non è abbastanza? Cucuruccucu, Paloma. Anche perché, cara Murgia, basterebbe solo sperare di saper scrivere come il Maestro suonava e componeva per potersi dire contenti. Lei ai suoi lettori fa quell'effetto lì? I posteri si ricorderanno dei suoi impegnatissimi testi? Dunque grazie a Sgarbi per aver ripescato, nel giorno della morte di Battiato, una polemica passata e che forse non si era ancora spenta.

Va detto, e aggiungiamo queste righe in un secondo momento, che l'anno scorso la Murgia aveva provato a spiegarsi. L'equivoco, disse, sarebbe nato dal format della "trasmissione" youtube in cui si era svolto il confronto: un dialogo provocatorio. "È che quando abbiamo lanciato la moneta mi è toccata la parte della cattiva - disse - io che Battiato lo adoro! Ma ovviamente la mia fatica nel parlarle male non è nemmeno paragonabile a quella che sta facendo chi crede che sia tutto reale". A dire il vero non tutti poi credettero al gioco di ruolo. E in effetti ascoltare il video, o a riascoltarlo oggi, tutto si finisce col pensare tranne che a una boutade tra amiche in quarantena (guardare la faccia di Chiara Valerio mentre Murgia parlava, per dire). Sui social infatti qualcuno le scrisse che "se fossi satata sincera sarebbe stato tutto meno fallimentare e grottesco di così". Oppure "l'ironia non è stata colta, forse per le condizioni di salute del Maestro". O ancora: "Sono perplesso che un personaggio come lei mi etichetti come 'scemo' o "analfabeta funzionale" per non aver compreso un messaggio che, come me tanti altri non hanno compreso". Marinella Venegoni, critico musicale de La Stampa, dopo le spiegazioni di Murgia su Facebook scrisse: "Chi resta con il cerino in mano è la scrittrice. Non saranno i contatti o le visioni in aumento del suo canale YouTube a dare un senso alla miseranda provocazione. E poi, se dall’alto dei suoi scranni social avesse voluto davvero esprimere un’opinione personale negativa sull’opera di Battiato, sarebbe stato molto più serio che avesse continuato a difenderla, ad ogni costo".