La conferma nei droni: "Gioele non c'era". Ma la famiglia denuncia i soccorsi

Il legale della famiglia Mondello ha presentato il documento questa mattina. Si vuole appurare se i soccorsi hanno funzionato nel modo corretto

La conferma nei droni: "Gioele non c'era". Ma la famiglia denuncia i soccorsi

Daniele Mondello, il papà del piccolo Gioele, non si arrende e vuole vederci chiaro. Questa mattina il legale della famiglia, l'avvocato Pietro Venuti ha presentato un esposto alla procura di Patti per chiedere al procuratore Angelo Cavallo, che ha seguito l'indagine sulla scomparsa della mamma Viviana e del figlio Gioele, ritrovati morti a distanza di giorni nella boscaglia di Caronia, di fare una indagine anche riguardo la macchina dei soccorsi che si è messa in moto per cercare madre e figlio.

Il papà di Gioele vuole vederci chiaro

Secondo il legale, come già ribadito nei giorni scorsi, vi sarebbero state delle carenze. “Se non ci fossero stati i volontari a cui avevo rivolto un appello, chissà se e quando lo avremmo trovato mio figlio… Le ricerche sono state un fallimento” aveva scritto il papà Daniele all'indomani del ritrovamento dei resti del suo bambino, avvenuto grazie a un volontario ex brigadiere dei carabinieri, ormai in pensione. Il post ha fatto chiaramente capire la sua opinione sullo svolgimento ufficiale delle ricerche. I soccorsi ufficiali, secondo il padre, non sono serviti a nulla e, senza l'aiuto di volontari, non avrebbero portato a scoprire il corpo martoriato del figlio. Anche Claudio Mondello, il cugino avvocato di Daniele, aveva scritto un post dove metteva chiaramente in discussione il lavoro fatto dal governo: “La credibilità dello Stato ne esce fortemente compromessa”.

L'esposto in procura

Il procuratore di Patti si era limitato a rispettare il dolore della famiglia ma, di fronte a quelle parole di accusa, aveva detto di non aver visto inefficienza da parte dello Stato. Cavallo aveva poi aggiunto: "Non devo certo fare il difensore di ufficio di qualcuno, sono state messe in campo le migliori energie e professionalità”. Il papà di Gioele però sembra non accontentarsi e vuole andare in fondo alla questione. Con l'esposto ha chiesto alla procura di far luce e ripercorrere i quindici giorni di ricerche per ritrovare il suo bambino.

Il cadavere della madre Viviana, dj 43enne, era stato scoperto sabato 8 agosto, mentre i resti del figlio erano stati ritrovati una decina di giorni dopo, il 18 agosto. Entrambi erano scomparsi nella mattinata di lunedì 3 agosto, dopo aver avuto un incidente in galleria sull'autostrada A20 Messina-Palermo. Dopo la misteriosa fuga della donna con il bimbo oltre il guard-rail, di loro non si era più saputo nulla. Quello che la famiglia Mondello vuole appurare è se i soccorsi ufficiali si siano mossi per tempo e in modo coordinato.

Le indagini proseguono

La procura di Patti sta svolgendo ulteriori le indagini per acquisire elementi di prova e riscontri, con riferimento ad ogni possibile dinamica dei fatti. Il procuratore capo Cavallo ha spiegato che "le ricerche delle vittime, su tempistica e modalità, sono state coordinate dagli organi competenti, diversi da questa Procura, e sono rimaste ben distinte dalle attività investigative giudiziarie finalizzate alla ricostruzione dell'intera vicenda. Complesse indagini sono ancora in corso, allo stato, nei confronti di ignoti per i delitti di omicidio e sequestro di persona e sono tuttora coperte da segreto istruttorio".

Sono state acquisite anche le immagini riprese dai droni dei vigili del fuoco. Dai fotogrammi si vedrebbe il corpo di Viviana ai piedi del traliccio dove qualche giorno dopo è stato scoperto il cadavere. Per quanto riguarda invece Gioele, "al momento, ad un primo studio dei fotogrammi consultati, non si evidenzia la presenza del corpo del piccolo Gioele vicino a quello della madre. In ogni caso, ulteriori elementi dovranno essere ricavati dal necessario successivo approfondimento, ricorrendo a tutti i possibili strumenti tecnici diretti all'analisi dei medesimi fotogrammi". Verranno valutate anche altre immagini registrate da altri sistemi satellitari. Serviranno ancora approfondimenti e accertamenti tecnici. Al prof.

Massimo Picozzi, docente di psichiatria presso le Università di Parma e Bocconi di Milano, è stata richiesta una consulenza tecnica sullo stato di salute mentale e psicologico della signora Parisi, alla luce della documentazione medica acquisita e di ogni altro elemento valido.

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