Il paziente 1 comincia a parlare: "Mi trovo all'ospedale di Lodi?"

Cauto ottimismo per Mattia: intanto il primo contagiato dal Coronavirus in Italia ha iniziato a respirare autonomamente

Altri segnali positivi arrivano per Mattia: il primo contagiato da Coronavirus in Italia ha cominciato a parlare. Una delle prime cose che il 38enne ha chiesto è se si trovasse all'interno dell'ospedale di Lodi. Il runner e ricercatore di Codogno recentemente è stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva: è stato praticamente stubato poiché ha iniziato a respirare in maniera autonoma. È stata l'unica notizia positiva arrivata nella giornata di ieri, martedì 10 marzo, quando si è registrato un incremento di 1.797 casi e di 168 vittime.

Anche oggi la situazione non è stata affatto rosea. Angelo Borrelli, nel corso del punto stampa quotidiano sull'emergenza Covid-19, ha riportato i numeri di giornata: 196 decessi in un solo giorno (827 totali). I casi totali - tenendo conto anche di morti e guariti - sono 12.462, di cui 10.590 attuali. L'aumento è stato di 2.076 unità rispetto a ieri, ma il capo del Dipartimento della protezione civile ha voluto da subito specificare: "Ieri i dati della Lombardia erano parziali. Oggi abbiamo avuto i dati che hanno fatto sì che quelli di oggi possano apparire come un numero elevato, ma la crescita odierna è nel trend dei giorni scorsi".

Migliorano le condizioni di Mattia

Le condizioni dell'atleta stanno dunque migliorando. Nel pomeriggio dello scorso 18 febbraio si era presentato all'ospedale di Codogno senza però presentare sintomi. Dopo gli accertamenti e le terapie necessarie aveva deciso di tornare a casa nonostante la proposta di ricovero, ma a distanza di circa 48 ore è stato fondamentale l'utilizzo di un rianimatore e l'impiego di un reparto di terapia intensiva. Successivamente la moglie - incinta di 8 mesi e tornata a casa da qualche giorno dopo essere stata ricoverata al Sacco - aveva fatto sapere ai medici che il marito a fine gennaio aveva cenato con alcuni amici tra cui uno appena rientrato dalla Cina.

Probabilmente l'operazione miracolistica al policlinico San Matteo di Pavia potrebbe dare i primi frutti: è in corso ciò che è stato definito "il più gigantesco sforzo messo in campo dall’Occidente contro questa infezione nuova". Per la cura è stato testato "un cocktail di farmaci usati per l’Hiv, per l’epatite C e per l’ebola. Nella miscela c’è la ribavirina". Questo mix "in Cina e in Corea del Sud è stato testato con successo anche sui pazienti". E si spera che ora per Mattia possa essere vicina la strada della totale guarigione.

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